Lunedì 2 marzo, a Reggio Calabria, si terrà l’iniziativa Consultori familiari un bene da difendere, promossa da Spi Cgil Calabria, Fp Cgil Calabria e Cgil Calabria. L’evento, che gode del patrocinio della Città Metropolitana di Reggio Calabria, intende celebrare i 50 anni dalla nascita di questi presidi fondamentali per i diritti e la salute dei cittadini. L’incontro servirà a denunciare il progressivo smantellamento di spazi nati per la tutela delle generazioni e oggi messi a rischio dai tagli alla sanità pubblica.
Analisi dei dati e carenze strutturali
Il dibattito si baserà su dati allarmanti riguardanti la presenza dei consultori sul territorio nazionale. Sebbene la legge preveda un consultorio ogni 20.000 abitanti, l’attuale media è di uno ogni 32.000, segnando un calo del 40%. Oltre alla riduzione numerica, si registra una grave carenza di figure professionali essenziali come psicologi, ginecologi, ostetriche e assistenti sociali. Questa situazione compromette la funzione originaria dei consultori come luoghi di prevenzione e supporto sociosanitario.
Servizi a rischio e prevenzione
Smantellare queste strutture significa privare la comunità di servizi gratuiti per la salute sessuale e riproduttiva, la prevenzione della violenza di genere e il contrasto al disagio giovanile. I consultori rappresentano punti di riferimento per l’educazione all’affettività, la salute delle donne e l’accesso sicuro all’interruzione volontaria di gravidanza (Ivg). La loro difesa è considerata dai sindacati una battaglia prioritaria per garantire il diritto alla salute e l’integrazione culturale attraverso i mediatori.
Partecipazione e proposte
All’iniziativa parteciperanno dirigenti sindacali di rilievo nazionale e regionale, tra cui il Segretario Generale Fp Cgil Nazionale Federico Buzzanca e la Segretaria Generale Spi Cgil Calabria Tania Scacchetti. Il confronto mirerà a elaborare proposte concrete per il rilancio della rete consultoriale, chiedendo investimenti mirati per il personale sanitario e amministrativo. L’obiettivo è restituire centralità a un’istituzione che deve restare un pilastro della sanità territoriale e un presidio di democrazia.































