Corigliano. Fusione, Geraci: massima libertà e partecipazione democratica

in Attualitàprovincia di Cosenza
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“Il Consiglio Comunale monotematico di venerdì 16 gennaio, chiamato a confrontarsi per deliberare sull’atto d’impulso per la fusione dei due comuni, ha rappresentato per la classe politica e la comunità cittadine un importante momento di grande maturità, responsabilità e partecipazione democratiche. La proposta di sospensione della discussione, della quale mi sono fatto interprete, ascoltando ed accogliendo le diverse valutazioni manifestate e motivate da tutti i gruppi consiliari, è stata approvata all’unanimità proprio perché vissuta da tutti i consiglieri come manifestazione civica di assoluto rispetto su una questione di portata storica sulla quale non poteva bastare una semplice e veloce alzata di mano, magari per ordine di scuderia o, peggio, per assecondare iniziative o regie di fatto esterne alle due istituzioni elettive coinvolte.” È quanto dichiara il Sindaco Giuseppe Geraci ribadendo, anzi tutto, la volontà sua personale e dell’intera assise civica di proseguire il percorso storico verso la fusione dei due comuni, sulla cui utilità e sui cui vantaggi non vi è stata né potrebbe esserci alcuna eccezione di nessuna natura.

“Il nostro consiglio comunale – scandisce Geraci – ha fatto né più né meno che il consiglio comunale. Si è cioè interrogato al suo interno, interpretando naturalmente il ruolo di massima istituzione democratica cittadina, attraverso la massima libertà di espressione e di convincimenti personali e politici su un documento che si riteneva e che si ritiene non soltanto importante ma strategico per il futuro della città e del territorio. Avevamo del resto auspicato (https://www.youtube.com/watch?v=uZzyTNhywJM&feature=youtu.be) un dibattito il più possibile scevro da condizionamenti sia politici sia di altra natura. E lo avevamo fatto – va avanti il Sindaco – proprio in considerazione della straordinarietà e, ripeto, dell’importanza anche culturale di una questione, come quella della fusione, che esigeva ed esige più che l’allineamento di partiti o maggioranze su voti favorevoli o contrari, semmai la conoscenza, la consapevolezza e, quindi, l’adesione convinta e possibilmente unanime dei rappresentanti democraticamente eletti dal popolo delle due città. Non susciti pertanto alcuno scandalo – aggiunge – l’esigenza, manifestata da diversi consiglieri di maggioranza e di opposizione, di un ulteriore approfondimento sull’argomento, perché sarebbe come scandalizzarsi della stessa democrazia, delle sue regole e della libertà politica di ogni eletto. Tanto più quanto questa esigenza, che sostanzia lo stesso funzionamento delle istituzioni elettive, prende corpo e si manifesta, il che non accade spesso, su questioni cruciali come questa all’ordine del giorno delle due città. Già da lunedì prossimo (19 gennaio) – conclude Geraci – così come annunciato nella stessa serata di ieri, prenderanno avvio tutte le iniziative necessarie, a cura dei capigruppo e delle competenti commissioni, per confrontarsi sulle diverse integrazioni emerse e da apportare alla bozza di delibera (della quale i consigli comunali hanno preso atto ufficialmente soltanto ieri per la prima volta), soprattutto in tema di redistribuzione dei servizi e degli uffici; a partire – chiosa il Primo Cittadino – dalla proposta, motivata in diversi interventi bipartisan, relativa all’esigenza di rivendicare insieme a Rossano un nuovo sito per un palazzo di giustizia del comune unico, ripristinando e superando così la gravissima ferita territoriale aperta con l’ingiusta soppressione del Tribunale di Rossano.”

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