Il Gruppo Archeologico Krotoniate inaugura un nuovo appuntamento dedicato alla scoperta del patrimonio locale con una conferenza focalizzata sul fascino e sulla complessità delle campane della Diocesi di Crotone-Santa Severina. L’evento si terrà domani, martedì 3 marzo , dalle 18 alle 19.30, nella cornice del Museo di Pitagora a Crotone, grazie alla collaborazione con il Consorzio di cooperative Jobel.
Il contributo di Barone
Al centro dell’incontro ci sarà l’analisi storica ed artistica di questi manufatti e delle loro preziose iscrizioni, offrendo alla cittadinanza e agli organi di stampa un’occasione unica per approfondire un tema spesso trascurato ma ricco di significati simbolici e culturali.
La relazione sarà affidata a Pino Barone, stimato storico che ha dedicato decenni alla ricerca e alla catalogazione di questo specifico settore dei beni culturali. Il suo percorso accademico e professionale è iniziato nel 1991 con una tesi di laurea presso l’Università della Calabria, sviluppata in sinergia con il professor Ilario Principe.
Da quella prima scintilla, la campana è diventata per lo studioso una vera chiave di lettura per decifrare l’identità del territorio. Barone ha successivamente esteso la sua attività alla catalogazione scientifica per conto della Sovrintendenza ai beni culturali e della Conferenza episcopale, arrivando a censire circa cento esemplari all’interno dell’Arcidiocesi crotonese.

Un bene complesso
Durante la conferenza verrà esplorata la natura della campana come idiofono, ovvero uno strumento che genera suono attraverso la vibrazione della propria materia, ma l’attenzione si sposterà rapidamente verso la sua valenza di oggetto d’arte e di fede.
Dalle tecniche di fusione alle decorazioni, fino alle iscrizioni che risalgono anche all’undicesimo e dodicesimo secolo, ogni dettaglio riflette le dinamiche sociali e la cultura materiale delle comunità che le hanno prodotte. Il racconto si arricchirà inoltre di una testimonianza visiva grazie a un video realizzato presso la Pontificia fonderia Marinelli di Agnone, che illustra il sapere artigianale secolare necessario per dare forma al bronzo.
L’identità sonora
Un aspetto centrale dell’incontro riguarderà il ruolo della campana come elemento strutturante del paesaggio urbano e sonoro. Nei secoli questi oggetti hanno svolto una duplice funzione, religiosa e civile, scandendo il tempo della vita quotidiana, convocando le assemblee e annunciando momenti di festa o di pericolo.
La ricerca di Barone pone un accento particolare su Santa Severina, dove è stata documentata una delle campane più antiche della Calabria. Questo recupero evidenzia come la campana non sia solo un oggetto collocato su una torre, ma un centro simbolico capace di modellare la memoria collettiva e di rappresentare la voce pubblica di una intera comunità.




























