Costo energia alle stelle, una randellata ad imprese e famiglie. Che frena la Calabria

in Attualitàprovincia di Calabria
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L’energia in Calabria non è solo una voce di spesa, ma un vero e proprio macigno che pesa, con un doppio risvolto, sia su chi produce sia su chi deve far quadrare i bilanci familiari. Una situazione che emerge prepotentemente dalle analisi dell’Ufficio studi di Confartigianato, che mettono in luce numeri preoccupanti. Da una parte, le micro e piccole imprese calabresi hanno dovuto sopportare, nel corso del 2025, un extracosto per l’elettricità di ben 81 milioni di euro rispetto alla media europea. Dall’altra, le famiglie non sono state risparmiate, con un aumento stimato di 41 milioni nella spesa per luce, gas e altri combustibili domestici registrato in soli sei mesi, tra febbraio e agosto 2026.

 

Quei divari che pesano

Entrando nel dettaglio, i dati provinciali dell’extracosto elettrico per le imprese mostrano un quadro variegato ma ovunque pesante: a Cosenza si registrano 29 milioni di euro di maggiore spesa, a Reggio Calabria 22 milioni, a Catanzaro 15 milioni, mentre Crotone e Vibo Valentia si attestano entrambe a 7 milioni.

Non si tratta di numeri astratti, ma di risorse sottratte direttamente ai bilanci delle aziende, denaro che non potrà essere utilizzato per acquistare attrezzature, innovare i processi produttivi o programmare nuovi investimenti.

Un problema italiano

Il problema, però, non è solo calabrese, ma riguarda l’intero Paese. Secondo Confartigianato, le micro e piccole imprese italiane pagano l’elettricità ben 3,7 miliardi di euro in più rispetto alla media dell’Unione europea.

Il prezzo rilevato per questa fascia di aziende è di 25,99 centesimi al kilowattora, contro i 22,04 centesimi della media europea: una differenza significativa del 17,9%.

A pesare non è solo il costo della materia prima, ma anche il prelievo fiscale e parafiscale in bolletta, che in Italia risulta superiore del 47,4% alla media dell’Unione europea.

Le famiglie in difficoltà

Sul fronte delle famiglie calabresi, l’analisi stima, come detto, in 41 milioni di euro la maggiore spesa per elettricità, gas e altri combustibili domestici. In questo periodo, i prezzi di queste voci sono cresciuti in Calabria dell’8,8%.

Per i territori calabresi dove sono disponibili i dati provinciali, l’aggravio stimato è di 14 milioni di euro a Cosenza, 12 milioni a Reggio Calabria e 8 milioni a Catanzaro, con variazioni dei prezzi rispettivamente del 7,8%, 9,4% e 9,7%.

Il grido d’allarme

“Questi numeri ci dicono che l’energia è diventata una questione centrale per la tenuta economica della Calabria – dichiara il presidente regionale di Confartigianato Calabria, Salvatore Ascioti –. Per una piccola impresa, una bolletta più alta significa meno risorse da destinare ai macchinari, all’innovazione e al lavoro. Per una famiglia significa dover sottrarre denaro ad altre necessità. Quando queste due difficoltà si sommano nella vita quotidiana dei territori, ne risentono anche i consumi e le prospettive delle attività locali”.

“Chiediamo interventi che riducano il divario con gli altri Paesi europei e riequilibrino il peso di imposte e oneri sulle bollette delle piccole imprese – conclude Ascioti –. Occorre dare alle aziende condizioni più eque per competere e alle famiglie maggiore certezza sui costi. In Calabria, dove tante attività hanno dimensioni ridotte, il prezzo dell’energia non può continuare a limitare la capacità di investire e crescere”.

> Salvatore Ascioti
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