L’amministrazione comunale di Cotronei si dice solidale, incondizionatamente, ai Carabinieri della stazione locale che nei giorni scorsi “hanno applicato la legge” sanzionando per 15mila euro l’associazione “Steven Tyler”. I militari, come riportato su queste pagine, gli hanno contestato infatti di aver svolto un’iniziativa in un luogo pubblico senza le autorizzazioni obbligatorie, prevedendo addirittura la somministrazione di cibo e bevande, in particolare una pasta e ceci accompagnata da un bicchiere di vino. Il Comune ha inteso così replicare, e duramente, alla una nota della stessa associazione che per l’Ente avrebbe lasciato intendere che i militari fossero intervenuti solo a seguito di una segnalazione diretta del sindaco, ipotesi che viene respinta fermamente.

“Multati per una pasta ceci e un bicchiere di vino”, l’ira della “Steven Tyler”
Il rispetto delle norme statali
Secondo quanto precisato dal Comune, i Carabinieri avrebbero agito esclusivamente in base alla legge poiché avevano ricevuto una comunicazione sull’evento firmata dagli stessi organizzatori. Questi ultimi, tuttavia, non si sarebbero preoccupati di richiedere i permessi necessari per l’evento.
L’amministrazione ha quindi sottolineato che stia passando un messaggio ritenuto profondamente sbagliato, evidenziando che le norme dello Stato valgano per tutti.
Per l’amministrazione Il presidente dell’associazione avrebbe dunque cercato inutilmente di sminuire l’accaduto, parlando di un inesistente accanimento politico.

Le accuse di mire elettorali
Dal palazzo municipale fanno sapere che la “la legalità è invece un concetto assoluto non relativo e non la si può piegare a convenienza rispetto agli interessati del caso”.
“L’aspetto più grave – viene aggiunto – è che l’associazione sta comportandosi come un partito politico e sta usando il nome di Steven Tyler più per mire elettorali che per promuovere il legame dell’artista internazionale con le proprie origini”.
Dal Comune fanno sapere che a breve le autorità inaugureranno il borgo della musica dimostrando “con i fatti compiuti l’infondatezza delle accuse e delle ricostruzioni sull’opera pubblica da parte della stessa associazione”.































