Si è conclusa dopo oltre due ore l’autopsia sulla salma di Domenico Campana, il giovane di Mirto Crosia morto il 14 agosto nello schianto tra una barca e un gommone all’imboccatura del porto di Vibo Valentia Marina. L’esame, condotto nell’Istituto di medicina legale dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Catanzaro, ha evidenziato profonde lesioni al fianco sinistro e un grave trauma cranico. Sono stati prelevati campioni di tessuto per gli accertamenti tossicologici e istologici che potranno richiedere alcuni giorni.
Scontro tra imbarcazioni nel porto di Vibo: muore un giovane, ferita una donna
Indagato il condicente
Secondo quanto emerso, la lacerazione profonda alla testa, riportata nell’impatto con lo scafo del gommone, sarebbe stata la lesione determinante per il decesso del 25enne, più delle ferite riportate al fianco.
La dinamica esatta resta però da chiarire: la Procura di Vibo Valentia, coordinata dalla pm Viviana Punzo, ha già iscritto nel registro degli indagati il conducente del gommone, un odontoiatra 36enne di Bologna ma originario del Vibonese, per omicidio nautico.
Sette amici a bordo
Domenico si trovava su una piccola imbarcazione in vetroresina noleggiata insieme a sette amici. Tutti hanno riportato ferite lievi, tranne una giovane donna ricoverata con fratture multiple al bacino, alla testa e al gomito.
Gli investigatori stanno ora ricostruendo la sequenza degli eventi nella zona esterna dell’imboccatura del porto, dove le due imbarcazioni sono entrate in collisione nel tardo pomeriggio del 14 agosto.
Sul luogo del sinistro sono intervenuti i soccorsi del 118, la Capitaneria di porto e le forze dell’ordine. Le indagini proseguono con l’analisi dei tabulati telefonici, delle testimonianze dei presenti e dei dati tecnici delle imbarcazioni coinvolte.





























