Per delega del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, nella giornata di oggi – giovedì il 9 ottobre – il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale Partenopeo, ha restituito all’Arcivescovo di Cosenza – Bisignano un importante dipinto del XVIII secolo.
Si tratta di un olio su tela, di circa 115 x 150 cm, attribuito al maestro napoletano Francesco De Mura (1696–1782), raffigurante la “Madonna del Rosario con Gesù Bambino e Santi”, rubato nella Chiesa Maria SS. del Rosario di Rende il 4 gennaio 1978.
Le indagini
Le indagini sono nate da accertamenti sulla provenienza di alcuni beni d’arte detenuti da privati a Napoli, pignorati nell’ambito di procedimenti civili.
I Carabinieri, attraverso una complessa attività investigativa e la consultazione delle banche dati settoriali, hanno accertato la provenienza illecita del dipinto pignorato, riconducendolo al furto.
Fondamentale è stata la “Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, un archivio digitale unico al mondo, che oggi conta oltre 1,3 milioni di schede di opere d’arte rubate.
La restituzione
La restituzione dell’opera, ha consentito di riportare il dipinto nella sua sede originaria. L’evento rappresenta un atto di giustizia culturale e spirituale, permettendo ai fedeli di riavere la propria opera d’arte, riconsegnata alla devozione popolare e al contesto territoriale di appartenenza, per la fruizione pubblica dopo quasi cinque decenni.
Un capolavoro del Settecento
Francesco De Mura, allievo di Solimena, è uno dei protagonisti della pittura napoletana del XVIII secolo, con uno stile che unisce elementi barocchi a una nuova sensibilità neoclassica. La “Madonna del Rosario” è un esempio emblematico della sua maturità artistica, con una composizione equilibrata e toni caldi che hanno da sempre affascinato la comunità di Rende.
Un monito per la tutela del patrimonio culturale
Il caso, si inserisce in una lunga serie di successi nella lotta al traffico illecito di beni artistici e culturali. Solo nel 2024 ne sono stati recuperati oltre tremila, tra dipinti, reperti archeologici e oggetti liturgici.




























