Nessun centro sarò chiuso. I Direttori delle Cardiologie della Calabria intervengono per fare chiarezza ed eliminare ogni dubbio sulle recenti polemiche riguardanti la riorganizzazione della rete assistenziale. Nessun centro di emodinamica è stato soppresso né ridimensionato. La distribuzione dei presidi di emergenza – sottolineano i dirigenti – risponde infatti a rigidi parametri previsti dalla legge nazionale, in particolare dal decreto ministeriale 70 del 2015, che stabilisce le strutture in base ai volumi di attività e alla popolazione. L’adeguamento introdotto dai decreti regionali (il 78 e il 360 del 2024) ha applicato queste regole ministeriali per tutelare i cittadini.

La sicurezza per l’infarto
I direttori delle Uo evidenziano quindi che per i pazienti colpiti da un infarto acuto le modalità di intervento restano immutate e garantiscono standard elevati.
Il percorso di emergenza prosegue attraverso la rete del 118, il servizio di elisoccorso e la telecardiologia, assicurando il trasporto tempestivo verso i Centri Hub.
L’efficacia di questa organizzazione troverebbe riscontro anche nei dati stilati dall’Agenas, che confermano per la sanità calabrese traguardi molto positivi, evidenziando una riduzione costante della mortalità a 30 giorni e una notevole rapidità nell’esecuzione delle angioplastiche.
Gli specialisti in viaggio
La vera svolta strategica riguarda gli esami e le procedure programmate, come coronarografie e interventi non urgenti. Chi si trova ricoverato in un ospedale periferico Spoke non deve più affrontare lunghi e faticosi trasferimenti in ambulanza verso i centri principali.
Sono direttamente le équipe di specialisti dell’Hub a recarsi sul posto per effettuare gli esami. Come spiegano i primari, “per le procedure programmate saranno gli specialisti ad avvicinarsi al paziente e non il paziente a doversi spostare verso i medici”, lasciando così le ambulanze del 118 libere per le reali emergenze.

La crescita dei territori
Per i dirigenti questo modello innovativo valorizza le strutture già esistenti, aumentando l’autonomia operativa e la preparazione del personale dei reparti periferici.
La presenza dei medici esperti negli ospedali Spoke rappresenta un percorso continuo di affiancamento e di crescita professionale. Le sale angiografiche sono già operative e collaudate nei presidi di Lamezia Terme, Corigliano-Rossano e Paola, mentre l’attività verrà estesa progressivamente anche alle strutture della Sibaritide, di Vibo Valentia, Polistena e Locri non appena completate.
Una scelta concreta
La misura promossa dal presidente Roberto Occhiuto per i Cardiologi risponde dunque a una precisa necessità manifestata da tempo dai medici responsabili delle strutture regionali.
Tra i firmatari del documento figurano i dottori Vittorio Aspromonte, Frank Benedetto, Giovanni Bisignani, Roberto Ceravolo, Michele Comito, Antonio Curcio, Silvana De Bonis, Alessandro Ferraro, Francesco Greco, Maria Teresa Manes, Carmelo Massimiliano Rao, Fabio Megna, Daniele Torella e Giorgio Ventura. Questa riorganizzazione integra la rete d’urgenza senza indebolirla, portando le cure specialistiche più vicine ai malati.




























