Ieri, mercoledì 3 dicembre, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palermo ha depositato una corposa ordinanza di 228 pagine con cui ha escluso in modo categorico qualsiasi coinvolgimento di Ferdinando Aiello in presunti illeciti legati all’aggiudicazione di un appalto dell’Asp di Siracusa, al quale aveva partecipato la Dussman Spa.
Nessuna ipotesi di reato
Secondo il giudice, dopo l’esame della documentazione agli atti e delle dichiarazioni rese in sede di interrogatorio, non emergono elementi a sostegno di alcuna ipotesi di reato a suo carico, motivo per cui è stata rigettata la richiesta di arresti domiciliari avanzata dalla Procura.
L’avvocato Vincenzo Belvedere, difensore di Aiello, parla di una indagine «fondata sul nulla» e segnala gravi carenze nell’impostazione accusatoria. A suo dire, le contestazioni sarebbero nate da un uso parziale e fuorviante delle intercettazioni telefoniche e ambientali, considerate meri strumenti di ricerca della prova e non prove in sé, e da una ricostruzione definita «superficiale» dei fatti.
La presenza a Palermo
Uno dei punti centrali toccati dalla difesa riguarda la presenza dell’ex parlamentare a Palermo, elemento che sarebbe stato letto come indizio di un suo coinvolgimento nella gara d’appalto.
Il difensore precisa invece che quest’ultimo si trovava nel capoluogo siciliano per ragioni del tutto estranee alla vicenda amministrativa contestata e afferma che tale circostanza è stata documentata «con dovizia di particolari» davanti al giudice.
“La giustizia mediatica”
Nel suo commento, il legale lancia anche un monito contro il rischio di una giustizia mediatica “che anticipa e sovrasta le decisioni dei tribunali“.
Sottolinea come le notizie provenienti dagli uffici di Procura tendano a essere percepite dall’opinione pubblica “come verità assolute, quasi fossero dogmi, prima ancora del vaglio dei giudici“.
Da qui l’appello al ruolo dei magistrati giudicanti, ritenuti «terzi» e chiamati a ripristinare l’equilibrio della Giustizia, soprattutto nei casi in cui le ricostruzioni investigative non trovano conferma nelle aule di tribunale.




























