Festival dei corti, in scena il teatro Sybaris

in Tempo liberoprovincia di Reggio Calabria
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Per la terza ed ultima serata della V edizione del “Festival dei Corti Teatrali”, evento inserito nell’VIII edizione del “Calàbbria Teatro Festival”, organizzato dall’associazione culturale “Khoreia 2000” sotto la direzione artistica di Rosy Parrotta e quella organizzativa di Angela Micieli, in scena al Teatro Sybaris, venerdì 12 ottobre, con inizio alle 21 altre tre corti teatrali.

Si parte con “La scatola nera”, testo e regia di Michele Zaccagnino con Alessandro Capone, Francesco Siggillino. Musiche Valter Dadone. Loredana e Carmela sono due transessuali napoletani: una giovane e vitale, l’altra con più esperienza e disincanto. La loro vita è come quella di tanti altri: dettagli, aspirazioni, disillusioni e piccole necessità quotidiane che si sposano con grandi sogni d’amore eterno. Sulle note di una canzone neomelodica (appositamente scritta per questo pezzo) si consumerà un piccolo-grande dramma dai risvolti comici (e dall’inatteso finale horror) legato a un amore negato e a una scatola di cui fino alla fine si ignorerà il contenuto.

A seguire “Infelici notti” di Raffaele Bruno con Federica Palo. Produzione Collettivo Teatrale Delirio Creativo. Lo spettacolo trae ispirazione da una “visione” dell’attrice Monica Nappo e da Giorni Felici di Beckett, tradotto in napoletano dall’autore e regista Raffaele Bruno, rigirato, trasformato, al servizio della voce di una donna intrappolata in un (non) luogo: un manicomio, la fine del mondo o un sogno? Chissà la donna inveisce contro un mondo che non l’ascolta, non la capisce e per questo forse l’ha reclusa, allontanata, nascosta. Soffrirebbe troppo a sentire la sua verità che sa di perdita di umanità, violenza, e paura.

La donna vorrebbe solo essere capita, vorrebbe il suo spazio, uno spazio di incontro che in tempi come i nostri si fa sempre più fatica a trovare. Ed ognuno viene lasciato a se stesso, a fronteggiare le belve feroci all’angolo di strade buie, in notti infelici, che sembrano non finire mai. Chiuderà la serata il corto teatrale:” Sono nato per volare” di e con Giuseppe Arnone. “Da grande voglio fare il pilota … Sono nato per volare.” Così si presenta il protagonista della storia. Siamo nel giugno 1980 e Vincenzo Diodato, un bambino di 10 anni, siciliano che vive a Bologna, si prepara a partire per le vacanze accompagnato dalla madre, dalla sorellina di 7 anni e dal fratellino Giuseppe (”la luce dei nostri occhi”). L’aereo ha un ritardo di due ore … Vincenzo ricorda con leggerezza l’ultimo Natale vissuto in famiglia, abbandonandosi all’odore delle arancine della nonna, alle favole raccontate dalla mamma, alla caponata.

Alle 20.08 l’aereo “bianco e rosso” decolla … E’ uno spettacolo pieno di ritmo e passione, dolce e carnale allo stesso tempo. Il dialetto siciliano è rapidamente comprensibile, familiare ed è probabilmente l’unico modo, così diretto, per sentire l’odore di quegli anni, attraverso le narici di un bambino che ha un sogno … volare … con lo stesso aereo che gli è stato regalato nel Natale del 1979. Ore 20.51 … l’Itavia 870 scompare!. In serata dopo l’esibizione dei tre corti teatrali, la giuria tecnica, composta da Lina Bernardi, attrice di teatro, cinema e televisione, Carlo Fanelli, Docente di Drammaturgia e Organizzazione ed economia dello spettacolo, presso la Laurea Triennale in Comunicazione e Dams all’Unical e Pierpaolo Saraceno, Attore, regista e drammaturgo, decreterà il vincitore della V edizione del “Festival dei Corti Teatrali”.

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