Fillea-Cgil e la proposta Occhiuto: centri impiego in Tunisia? “Potenziare quelli calabresi!”

in Attualitàprovincia di Calabria
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La Fillea Cgil Calabria respinge con fermezza e grande preoccupazione la proposta avanzata dal Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, di investire risorse pubbliche per creare centri per l’impiego in Tunisia con l’obiettivo di formare e reclutare manodopera destinata ai cantieri calabresi.Il Segretario Generale, Simone Celebre, ricorda al Presidente che le esperienze già tentate, e le ingenti risorse investite in Paesi come la Tunisia, non hanno prodotto alcun risultato positivo, né in termini di qualità della formazione né per quanto attiene l’effettivo inserimento lavorativo.

La priorità alla regione

La Fillea Cgil Calabria è categorica: le risorse regionali devono essere investite nella Calabria e non dissipate oltre il Mediterraneo. Tali fondi devono servire a cancellare o, quanto meno, alleviare le deficienze strutturali interne.

L’appello è a potenziare i centri per l’impiego calabresi, che ancora oggi soffrono di strutture fatiscenti, personale insufficiente e una manifesta incapacità di intercettare il lavoro reale.

È altresì fondamentale sostenere e finanziare gli enti di formazione seri e certificati, come le scuole edili della regione, evitando i “carrozzoni” che producono corsi solo sulla carta, privi di vera formazione professionale.

La sanatoria per gli immigrati

Prima di pensare a formare e reclutare manodopera in Tunisia, il sindacato sollecita il Presidente Occhiuto ad attivarsi subito per chiedere con forza al Governo Meloni, politicamente a lui vicino, una sanatoria per le migliaia di immigrati che già lavorano in Calabria, spesso nel settore edile.

Questi lavoratori sono costretti a sottostare al lavoro nero o grigio, a rischiare la vita lavorando senza le più elementari norme di sicurezza nei cantieri e a subire ogni tipo di abuso, sotto il ricatto di un contratto che permetterebbe loro di emergere dalla clandestinità.

Il sindacato ribadisce che in tutti i comparti privati della regione dilagano lavoro nero, grigio e sfruttamento, a danno sia delle imprese sane che dei lavoratori.

No a scorciatoie propagandistiche

La Fillea Cgil Calabria chiede inoltre al Presidente di attivarsi seriamente per far rientrare nella loro terra natia i tanti lavoratori edili specializzati che oggi sono “costretti” a operare fuori regione. Si tratta di professionisti che, spesso in cantieri importanti, dimostrano quotidianamente professionalità e competenza.

Il sindacato chiede la sottoscrizione di un protocollo con le parti sociali che garantisca: occupazione stabile e di qualità; il pieno rispetto delle tutele contrattuali e l’applicazione rigorosa delle norme di sicurezza nei cantieri.

In vista di una stagione di lavori pubblici imponente, dove ci sarà grande bisogno di manodopera qualificata, il settore edile calabrese si avvia a vivere una grave carenza di lavoratori.

Contemporaneamente, migliaia di calabresi qualificati sono fuori regione e migliaia di immigrati continuano a lavorare nell’ombra dell’irregolarità.

La Calabria, conclude la Fillea Cgil, ha bisogno di una politica del lavoro seria, non di scorciatoie propagandistiche.

Basta illusioni. La strada maestra è una sola: legalità, diritti, formazione vera, contratti regolari, sicurezza, occupazione stabile e investimenti sul territorio calabrese. Su questa base, il sindacato è pronto a confrontarsi e a dare il proprio fattivo apporto.

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