Quello che doveva essere il naturale epilogo di una storia coniugale si è trasformato, col passare dei mesi, in una spirale di ossessione e violenza psicologica. A Rosarno, un uomo del posto è stato raggiunto da un divieto di avvicinamento poiché ritenuto gravemente indiziato di atti persecutori nei confronti dell’ex moglie.
La spirale persecutoria
La vicenda ha inizio lo scorso marzo, quando la vittima, giunta ormai allo stremo delle forze, ha trovato il coraggio di varcare la soglia della Tenenza dei Carabinieri per denunciare quanto stava accadendo.
Da quel momento, i militari hanno iniziato a scavare nella vita della coppia, portando alla luce un quadro definito come inquietante, fatto di presunte continue vessazioni e invasioni della sfera privata.
L’indagine avrebbe documentato come l’ex coniuge, incapace di rassegnarsi alla fine della relazione, avesse messo in atto una vera e propria strategia del terrore.

La strategia del terrore
Non si trattava solo di messaggi ingiuriosi o minatori inviati sui social network o tramite cellulare, ma di una presenza fisica asfissiante.
Appostamenti sotto l’abitazione, pedinamenti in auto e il tentativo di monitorare ogni spostamento della donna erano diventati la norma.
La gravità della situazione è emersa soprattutto nella strumentalizzazione dei figli minorenni, utilizzati dall’indagato per denigrare la madre durante i loro incontri, alimentando una pressione psicologica che ha costretto la vittima a cambiare radicalmente le proprie abitudini di vita.
La risposta della legge
Il profondo stato di ansia e la paura per la propria incolumità hanno trovato una risposta decisa nelle autorità. Su richiesta della Procura della Repubblica di Palmi, diretta da Emanuele Crescenti, il Giudice per le indagini preliminari ha disposto la misura cautelare.
L’uomo dovrà ora mantenere una distanza minima di 300 metri dalla donna, dalla sua casa e dal luogo di lavoro, con l’espresso divieto di comunicare con lei in qualsiasi forma.































