La Fp Cgil Calabria ha espresso forti riserve sull’approvazione del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (Piao) 2026-2028. Nonostante il sindacato riconosca l’impianto generale del documento, i segretari Ferdinando Schipano e Alessandra Baldari denunciano il mancato inserimento delle progressioni verticali per il personale interno. Secondo l’organizzazione, l’amministrazione regionale non avrebbe dato seguito agli impegni assunti dall’assessore al personale durante i precedenti incontri, ignorando una proposta definita tecnicamente sostenibile e necessaria per la valorizzazione dei dipendenti.
Opportunità economica
Il sindacato sottolinea che l’anno 2026 rappresenta una finestra temporale unica e vantaggiosa grazie alle deroghe previste dall’art. 33 del D.L. 34/2019. In questo specifico esercizio, il finanziamento delle verticalizzazioni graverebbe sull’ente solo per il differenziale stipendiale (circa 2.200 euro annui a unità), senza incidere pesantemente sulla capacità assunzionale.
Al contrario, a partire dal 2027, il costo per ogni singola progressione salirebbe drasticamente oltre i 20.000 euro, rendendo l’operazione molto più onerosa e difficile da realizzare per le casse della Regione Calabria.
Valorizzazione e vertenze
La mancata previsione di queste selezioni penalizza una platea numerosa di operatori esperti e istruttori che possiedono competenze consolidate ma restano in attesa di una crescita professionale.
La FP CGIL ribadisce inoltre l’urgenza di aprire un confronto sulla situazione dei lavoratori Arpal distaccati in Regione, una questione definita non più procrastinabile. La posizione del sindacato è chiara: senza un investimento concreto sul capitale umano e senza il rispetto degli accordi presi, gli obiettivi di efficienza dichiarati nel Piao restano privi di un reale supporto operativo.




























