Il Tribunale di Castrovillari ha assolto un 24enne, R.V., noto alle forze dell’ordine e originario del Casertano, finito in carcere prima nella città del Pollino e poi a Santa Maria Capua Vetere, con l’accusa di far parte di un’associazione a delinquere che avr3ebbe commesso dei furti e delle rapine in abitazioni e ville di lusso tra Corigliano e Cosenza.

L’associazione alla banda
Una banda che, secondo gli inquirenti, avrebbe operato tramite basi logistiche nelle contrade Thurio e Foggia, avvalendosi di auto di grande cilindrata, attrezzature da scasso e radiotrasmittenti.
Quanto proprio a questo primo procedimento per cui il 24enne era alla sbarra, il giudice per le indagini preliminari ha decretato la sua assoluzione “per non aver commesso il fatto”, rendendo la sentenza esecutiva.
Il giovane era ritenuto il coordinatore e capo del gruppo, progettando i vari furti e dirigendo gli altri presunti complici: insieme ad altre sei persone era sospettato di essere tra gli esecutori materiali dei “colpi”.
Il colpo a San Demetrio
Nel secondo filone giudiziario il giovane rispondeva poi di rapina pluriaggravata in concorso, legata a un episodio avvenuto all’interno di una villa a San Demetrio Corone.
In quella occasione, tre malviventi, avevano portato via una cassaforte, aggredendo con violenza il fratello del proprietario (preso a calci e pugni) e minacciando la cognata con una pistola, mentre agivano con il volto coperto da mascherine chirurgiche.
Nonostante la richiesta dell’accusa volta ad ottenere una condanna a quattro anni di reclusione e mille euro di multa, i giudici hanno accolto pienamente le argomentazioni della difesa, rappresentata dagli avvocati Francesco Nicoletti e Felice Belluomo.

L’esito dei procedimenti
Il Tribunale di Castrovillari, in composizione collegiale, anche qui ha così pronunciato sentenza di assoluzione nei confronti del 24enne “per non aver commesso il fatto”, accogliendo quindi le istanze dei suoi legali.
Il pubblico ministero ha comunque deciso di proporre appello contro il verdetto assolutorio della seconda vicenda, determinando l’attesa per la fissazione del nuovo dibattimento che vedrà l’imputato comparire davanti ai giudici della Corte di Appello di Catanzaro.




























