Giornata mondiale Omofobia: in Italia troppe le violenze fisiche

in Attualitàprovincia di Calabria
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L’Italia di oggi non è in grado di tutelare oltre 3 milioni di cittadini e cittadine LGBTI. In occasione della giornata mondiale contro l’omo-transfobia, l’Associazione Nazionale Anddos ha reso noti i primi risultati di un sondaggio nazionale proposto ai 135.000 associati. Su un campione di oltre 2000 persone, il 45% sostiene di aver subito discriminazioni sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere, mentre il dato sale al 56% nel sondaggio effettuato attraverso il sito.

Nel 60% dei casi si tratta di violenze che hanno avuto luogo negli ultimi 5 anni. Il dato che risulta più inquietante è che la totalità delle persone che hanno subito discriminazioni dichiarano di aver subito violenza sia fisica che verbale: per quanto riguarda le violenze fisiche, 2 su su 6 hanno avuto luogo all’aperto, 1 violenza su 6 è avvenuta a scuola. Seguono la famiglia e il posto di lavoro. Per il momento, è certo che questi dati smentiscono categoricamente ogni maldestro tentativo di delegittimare ogni proposta di intervento contro l’omo-transfobia, così come ogni politica di inclusione e informazione sulle differenze e le diversità.

“Presenteremo i risultati completi all’interno della programmazione del prossimo Pride di Roma – affermano il presidente Mario Marco Canale di Anddos e il presidente Rosario Coco di Gaynet – illustrando anche gli atteggianti che queste persone hanno avuto rispetto alle forze dell’ordine e i dettagli sulle discriminazioni e le violenze che avvengono online. Riteniamo, infatti, che questi numeri rappresentino solo la punta di un iceberg, perché nessun numero e nessun sondaggio potrà mai spiegare con efficacia la sofferenza psicologica di migliaia di persone che vivono in ambienti repressivi e ostili, nei quali, anche si dovesse scampare alla violenza in senso stretto, è impossibile vivere una vita spontanea e serena.

E’ evidente che, se la metà di un campione rappresentativo e omogeneo della realtà LGBTI dichiara di aver subito violenza fisica, l’Italia non è un Paese sicuro, accogliente e in grado di garantire pari diritti e dignità nemmeno per l’altra metà. E’ un fatto, quindi, che l’Italia oggi non è un Paese in grado di tutelare al pari degli altri cittadini quei 3 milioni di persone LGBTI censite dall’ISTAT”.

Questi risultati allarmanti hanno sottolineato ancora una volta come l’omofobia può diventare causa di episodi di bullismo, di violenza o di mobbing nei confronti delle persone LGBTI: l’Italia si conferma purtroppo il paese dell’Unione Europea con il maggior tasso di omofobia sociale, politica ed istituzionale. Ma , soprattutto, l’Italia oggi è un paese che rifiuta di riconoscere diritti e dignità ai legami di milioni di suoi cittadini.

Etichette: omosessualità
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