Approda nelle Marche, nella città di Jesi, in provincia di Ancona, il volume saggio dello scrittore palmese Natale Pace. Il libro racconta i rapporti complessi e controversi intercorsi tra Leonida Repaci e Antonio Gramsci. Lo studio sarà ospitato dall’Istituto Antonio Gramsci venerdì prossimo, 21 novembre, in un incontro coordinato dallo studioso Filippo Bartolucci, e in cui Pace cercherà di illustrare ai soci dell’Istituto i risultati di lunghi anni di sue ricerche.
Uno studioso instancabile
Pace è riconosciuto come lo studioso di Repaci che maggiormente ha promosso e approfondito la vita e le opere del fondatore e Presidente a vita del Premio Letterario Viareggio-Repaci.
Il suo “Due vite” è stato preceduto da tante altre pubblicazioni-saggi. Già nel 2006 ha dato alle stampe con l’editore Laruffa “Il debito Leonida Repaci nella storia“.
Successivamente, nel 2019, è uscito “Mio caro Leonida …” e nel 2022 “I fatti di Palmi autodifesa al processo di Catanzaro del 1926“, entrambi i volumi editi da Pellegrini di Cosenza.
Nel 2024, sempre stampato da Laruffa, è stato pubblicato il prezioso cofanetto di due volumi contenenti gli scritti teatrali di Repaci su “l’Ordine Nuovo” e su “l’Unità” tra il 1921 e il 1925.
Per finire, l’attuale volume “Due vite” è già alla seconda ristampa con la Pace Edizioni, in cui è stata inserita una postfazione di Vincenzo Filardo.
All’amicizia al voltafaccia
Il volume segue in modo originale, quasi su linee parallele, le esistenze di Repaci e del pensatore comunista martire del regime fascista. Repaci aveva collaborato con Gramsci, il quale gli aveva affidato importanti incarichi: l’organizzazione della difesa armata del giornale comunista “l’Ordine Nuovo“, la difesa legale per conto del partito di Federico Ustori, anarchico accusato con altri dell’attentato al Teatro Diana di Milano (poi assolto), e la responsabilità delle critiche teatrali sulla terza pagina de “l’Unità” milanese fin dal primo numero il 12 aprile 1924.
I rapporti tra i due subirono un’interruzione quando, nell’agosto 1925, Repaci venne arrestato per i gravi tumulti in occasione della Varia di Palmi e fu scarcerato solo sette mesi più tardi nell’aprile 1926. Appena sette mesi dopo, ad essere arrestato fu Gramsci, che rimase in carcere per undici anni fino a morirne di malattie e di stenti.
I rapporti tra i due grandi, dunque, si interruppero per proseguire solo da lontano. Inizialmente, Gramsci in carcere apprezzò gli scritti di Repaci, consigliandone la lettura ai compagni.
I “Quaderni” e i giudizi
Successivamente, però, nella stesura dei “Quaderni” lasciò giudizi pesantissimi nei confronti dell’antico amico, dei suoi scritti e della sua famiglia.
Le ricerche di Pace mirano a dare una spiegazione a questo vero e proprio voltafaccia di Gramsci. Un cambiamento di giudizio non giustificato neppure dalle dimissioni dal Partito comunista di Repaci dopo la scarcerazione.
Repaci, anche se innocente come tutti gli accusati, dovette ricorrere all’amicizia del fratello Gaetano con Arnaldo Mussolini per essere riconosciuto tale insieme a Leonida furono incriminati tre fratelli e due cognati.
Repaci lesse quei terribili giudizi solo nell’edizione del 1975 dei “Quaderni dal Carcere“, tanto che nel 1947 convinse la giuria del Viareggio ad assegnare il premio alle “Lettere dal Carcere“.




























