Torna l’ora solare: lancette indietro di 60minuti. In sette mesi risparmiati 2,4 miliardi

in Attualitàprovincia di Calabria
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Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre scatta ufficialmente il ritorno all’ora solare. Alle 3 del mattino le lancette dell’orologio andranno spostate indietro di un’ora, consentendo a tutti di dormire un’ora in più. Da contro, però, le giornate diventeranno visibilmente più brevi, chiudendo così un ciclo di sette mesi di ora legale che si rinnoverà solo nel fine settimana compreso tra il 27 e il 28 marzo 2027.

I numeri del risparmio

I sette mesi di ora legale appena trascorsi hanno portato vantaggi tangibili al paese. Secondo i dati forniti da Terna, la società guidata da Pasqualino Monti che gestisce la rete elettrica di trasmissione nazionale, il sistema ha permesso di tagliare i consumi di energia per 300 milioni di chilowattora.

Un valore che equivale al fabbisogno medio annuale di circa 115 mila famiglie, traducendosi in un risparmio economico superiore a 90 milioni di euro per i cittadini italiani.

I benefici per l’ambiente

Il risparmio energetico ha garantito un contributo significativo alla tutela ambientale, evitando l’emissione di circa 140 mila tonnellate di anidride carbonica nell’atmosfera.

Considerando il costo medio del kilowattora per il cliente domestico tipo in maggior tutela, stimato dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente in 31,4 centesimi di euro al lordo delle imposte, il bilancio ecologico ed economico complessivo degli ultimi ventidue anni raggiunge quota 12,3 miliardi di chilowattora risparmiati, pari a 2,4 miliardi di euro.

Il nodo parlamentare

I numeri positivi riaprono il confronto politico sulla possibilità di abolire il doppio cambio stagionale. La decima Commissione Attività Produttive della Camera ha terminato il primo ottobre scorso un’indagine conoscitiva tematica.

La Commissione ha raccomandato di valutare tre strade: l’estensione dell’ora legale a un ciclo stagionale completo con monitoraggio, l’adozione dell’ora legale permanente oppure il mantenimento dell’ora solare per tutto l’anno.

Lo stallo a Bruxelles

Ogni decisione nazionale deve scontrarsi con le direttive dell’Unione Europea, che impongono il cambio due volte l’anno. Nonostante la proposta della Commissione Europea del 2018 per abolire i cambi orari e la successiva approvazione del Parlamento Europeo nel 2019, il Consiglio non ha ancora trovato un accordo unitario.

Nel 2026 Bruxelles ha avviato un nuovo studio d’impatto con risultati attesi entro la fine dell’anno, rendendo indispensabile un coordinamento tra tutti i paesi membri.

Le prospettive future

Mantenere l’ora legale anche nei mesi invernali garantirebbe un ulteriore risparmio di circa 160 gigawattora, portando il beneficio complessivo annuale da 302 a circa 462 gigawattora. In termini strettamente economici, il vantaggio totale salirebbe a circa 120 milioni di euro all’anno.

Tuttavia, come precisato dagli analisi tecnici, una quota di circa 80 milioni di euro è già garantita dall’attuale sistema applicato tra marzo e ottobre, per cui il beneficio netto aggiuntivo ammonterebbe a circa 40 milioni.

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