L’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza ha ufficializzato, tramite la deliberazione numero 808 del 12 giugno 2026, l’aggiudicazione definitiva di un importante appalto quinquennale. L’affidamento riguarda la gestione integrata di servizi strategici per l’ente, tra cui il Cup, la cassa ticket, l’Alpi, l’accoglienza, i servizi di comunicazione e il supporto amministrativo. Ad aggiudicarsi la procedura è stato il Consorzio Nazionale Servizi, posizionatosi al vertice della graduatoria di merito con una valutazione finale di 92,46 punti su 100.
L’operazione finanziaria presenta un valore contrattuale iniziale superiore a 27,2 milioni di euro per il primo quinquennio, mentre la stima complessiva dell’appalto, calcolando anche le eventuali opzioni di rinnovo e le proroghe previste, supera la soglia dei 57,7 milioni di euro. La selezione degli operatori è avvenuta sulla piattaforma dello Sdapa, il Sistema Dinamico di Acquisizione della Pubblica Amministrazione gestito da Consip, registrando la partecipazione di sei distinte realtà economiche.
Le valutazioni dell’Associazione Legalità Democratica sulla scelta del lotto unico
In merito alla regolarità e all’impostazione della gara pubblica è intervenuto il presidente dell’associazione Legalità Democratica, l’avvocato Maximiliano Granata. L’analisi si sofferma inizialmente sulla decisione strategica della stazione appaltante di raggruppare attività tra loro eterogenee in un unico lotto d’intervento. L’azienda sanitaria ha motivato tale orientamento con l’esigenza di assicurare un coordinamento operativo uniforme e una forte integrazione organizzativa.
Tuttavia, la presidenza dell’associazione evidenzia come la concentrazione di servizi così diversi in un solo blocco possa generare dubbi sotto il profilo della tutela della concorrenza, poiché le norme vigenti sui contratti pubblici impongono una motivazione estremamente rigorosa per la mancata suddivisione in lotti, finalizzata a non escludere la partecipazione delle piccole e medie imprese.
Il caso della riammissione societaria e il peso delle offerte tecniche
Un altro passaggio analizzato con attenzione dall’avvocato Maximiliano Granata riguarda l’iter burocratico che ha interessato la società Covisian. In base ai documenti esaminati, il seggio di gara aveva inizialmente formulato una formale proposta di esclusione nei confronti di questo operatore. Successivamente, il responsabile unico del progetto ha riesaminato gli atti e, non riscontrando i presupposti giuridici per l’allontanamento, ha disposto la riammissione della ditta tramite la procedura di soccorso istruttorio.
Accanto a questo aspetto normativo, l’esame della graduatoria mostra come la valutazione della componente tecnica abbia avuto un peso decisivo sull’esito finale. Il Consorzio Nazionale Servizi ha infatti ottenuto il punteggio massimo di 70 punti nell’offerta qualitativa, distanziando in modo netto il secondo classificato Gpi, che si è fermato a quota 59,865 punti, rendendo il fattore economico secondario rispetto al giudizio della commissione.
L’istanza di trasparenza e l’accesso formale agli atti di gara
Il presidente di Legalità Democratica ha precisato che dall’analisi preliminare della delibera non emergono vizi di forma tali da configurare una manifesta illegittimità dell’atto di aggiudicazione. Ciononostante, l’associazione ritiene opportuno avviare una serie di verifiche documentali approfondite per chiarire alcuni punti definiti sensibili, come i criteri di assegnazione dei punteggi tecnici, le formule automatiche usate dal sistema per il calcolo della soglia di anomalia delle offerte e i verbali relativi alla riammissione dei concorrenti.
Secondo la tesi espressa da Maximiliano Granata, solo un accesso completo e trasparente a tutti gli atti della procedura potrà confermare se le scelte operate dall’ente rientrino nella normale attività amministrativa o se presentino profili concretamente contestabili nelle sedi opportune, a tutela della trasparenza e della corretta gestione dei fondi pubblici.


























