Questa mattina, il silenzio delle montagne del borgo tirrenico di Fiumefreddo Bruzio è stato squarciato da una scena agghiacciante: C.S., allevatore locale, ha ritrovato le carcasse di quattro animali del suo gregge, tra cui due pecore gravide – tutti regolarmente custoditi nella proprietà recintata – dilaniati da un branco di lupi.
Il racconto e la paura dell’allevatore
“È una scena che non auguro a nessuno” racconta C.S. con amarezza. Gli animali erano sparsi ovunque, senza alcuna possibilità di salvezza. Dopo anni di lavoro nell’allevamento di famiglia, il timore ora è che la propria attività non possa sopravvivere a questi episodi.
La richiesta: aiuti urgenti e controlli
L’allevatore chiede interventi immediati delle istituzioni: maggiori controlli sulla presenza dei lupi e risarcimenti per le perdite subite. “Non posso affrontare da solo il danno economico e il rischio di perdere il lavoro di una vita“ sottolinea.
Emergenza predazioni
L’episodio è solo l’ultimo di una lunga serie di attacchi che stanno preoccupando gli allevatori della costa tirrenica cosentina. Le associazioni di categoria chiedono alla Regione Calabria fondi per indennizzi e misure di prevenzione, come recinzioni elettrificate e piani di monitoraggio.
Un equilibrio sempre più difficile
La convivenza fra uomo e fauna selvatica resta una sfida complessa: occorre tutelare sia la biodiversità sia le attività economiche tradizionali, un equilibrio che il territorio cosentino è oggi chiamato a ricercare per salvaguardare la sua identità.
































