Idonei Cpi Calabria: “graduatoria concorso Calabria c’è dal 2023, mai usata”

in Attualitàprovincia di Calabria
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Il Comitato idonei Cpi Calabria rompe il silenzio e replica con fermezza alle recenti ricostruzioni riguardanti il reclutamento di personale nella pubblica amministrazione. Esiste una graduatoria ufficiale, frutto del concorso per i Centri per l’impiego della Regione Calabria, approvata fin dal marzo 2023, che però sembra essere finita in un cono d’ombra. Ad oggi, nessun comune calabrese ha preso concretamente in considerazione l’utilizzo di questo elenco, un fatto definito incomprensibile e inaccettabile dai rappresentanti del comitato.

Politica e strumentalizzazioni

La rabbia esplode soprattutto perché si torna a parlare di questi profili solo a seguito di polemiche su altri concorsi, come quello recente del Comune di Cosenza, alimentando controversie interne anziché mostrare un reale interesse per il destino degli idonei.

I membri del Comitato idonei Cpi Calabria tengono a precisare la propria posizione di assoluta neutralità rispetto alle dinamiche di partito.

Prendono le distanze da citazioni che usano la loro condizione come arma di scontro e chiedono con forza che la graduatoria non venga strumentalizzata per fini politici.

Al contrario, riconoscono l’operato della Giunta regionale guidata dal presidente Roberto Occhiuto, che ha già attinto da questi elenchi per rafforzare gli organici dei centri per l’impiego e di altri enti.

Resta però il mistero sul perché molti altri Comuni ed enti pubblici locali, nonostante le croniche carenze di personale, non abbiano richiesto neppure una unità attingendo da un bacino di professionisti già pronti e valutati.

La buona amministrazione

Attualmente la graduatoria conta quasi duemila idonei, una risorsa che, come sottolineato anche da alcune forze politiche come Rifondazione comunista, viene puntualmente ignorata a favore di nuove e costose selezioni.

“Optare per lo scorrimento dei profili esistenti non è solo un atto dovuto verso chi ha superato una prova pubblica, ma rappresenta una scelta di buona amministrazione”, viene ribadito ritenendo che questo metodo permetta di reperire personale qualificato in tempi rapidissimi, azzerando i costi necessari per bandire nuove procedure concorsuali.

“In un contesto dove il deficit di personale inficia i servizi ai cittadini, lo scorrimento dovrebbe essere la via ordinaria per garantire continuità ed efficienza alla Pubblica amministrazione”

Le promesse nel nulla

Il tema non è nuovo e ha radici profonde. Già nel novembre 2024 si era tenuto un incontro tra i rappresentanti del comitato e Rosaria Succurro.

In quella sede, era stato assunto l’impegno pubblico di verificare le strade percorribili per sanare la fame di personale degli enti pubblici calabresi. Tuttavia, quella promessa sembra essersi vanificata nel nulla, lasciando i candidati in una sorta di limbo burocratico. “È fondamentale garantire le legittime aspettative di chi ha superato il concorso” ribadiscono dal comitato, auspicando che le amministrazioni locali procedano finalmente alla stipula di convenzioni e accordi. L’obiettivo è chiaro: contribuire al miglioramento della macchina amministrativa regionale evitando inutili sprechi di denaro pubblico.

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