Il Presidente della Regione ha partecipato nel pomeriggio di domenica 3 luglio, a Rossano, all’inaugurazione del Museo Diocesano e del Codex, prevista nella serie di eventi per l’accoglienza del Codex Purpureus Rossanensis, tornato nella città jonica dopo il restauro.
“Questa è una bella giornata non solo per Rossano, ma per la Calabria, perché ritorna nella sua sede naturale il Codex, un’opera di straordinaria valore, di carattere universale” ha detto Oliverio in un breve intervento aggiungendo che “non si tratta di un bene culturale che appartiene solo alla nostra terra. È un patrimonio – ha ribadito – di rilevante importanza universale, che ha acceso i riflettori su queste giornate”.
“Il Codex – ha sottolineato il governatore – ritorna in una sede che completa un investimento realizzato per il Museo Diocesano. La Regione infatti non solo ha sostenuto questa iniziativa ma ha finanziato questa operazione attraverso il POR 2007/2013. Un investimento che dimostra che anche nella nostra regione è possibile utilizzare le risorse comunitarie per valorizzare il nostro patrimonio, creare sviluppo, rendere più attrattivo il nostro territorio. Su questa linea noi ci stiamo muovendo. Abbiamo definito la programmazione 2014/2020 e destinato attenzione al patrimonio dei beni culturali, del quale il Codex costituisce una grande eccellenza, un bene che insieme ai Bronzi di Riace contribuisce a stagliare la Calabria nel patrimonio culturale nazionale.”
“Occorre mettere in rete questo patrimonio – ha concluso Oliverio – fare in modo che queste eccellenze possano costituirne gli anelli trainanti, perché nell’arco di un lungo periodo o c’è stata disattenzione o una attenzione disarticolata, su di un singolo bene, non collocato in una rete”.



























