Per la prima volta nella storia della manifestazione, Il Sabato del Vignaiolo cambia veste e decide di incontrare il pubblico lontano dai filari. Sabato 23 maggio, lo spazio antistante il Museo del Presente a Rende diventerà il cuore pulsante della viticoltura calabrese. L’appuntamento, simbolo della Fivi, la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, esce dai confini delle aziende agricole per aprirsi alla città in un evento che fonde il racconto dei produttori con la vita urbana. È un’occasione unica per portare il vino artigianale in un luogo pubblico e accessibile, rendendo visibile a tutti il lavoro di chi cura personalmente ogni fase della produzione, dalla terra fino alla bottiglia.

Gli artigiani della terra
Essere un vignaiolo della Fivi significa seguire una filosofia precisa basata sulla sostenibilità e sulla responsabilità diretta. Tradizionalmente, in questa giornata i produttori aprono le porte delle proprie cantine per condividere il frutto del loro lavoro.
In Calabria, questa edizione assume un valore speciale: il dialogo con il territorio si amplia, abbattendo le barriere tra campagna e centro cittadino.
Senza mediazioni, gli appassionati possono ascoltare le storie che si celano dietro ogni etichetta e degustare vini che sono espressione autentica dell’identità calabrese.
In un contesto informale, arricchito da un’area food e dalla musica dal vivo di realtà regionali, il vino viene vissuto come un gesto collettivo e culturale.

Un futuro da coltivare
La giornata non sarà fatta solo di brindisi, ma anche di riflessione istituzionale. All’interno del Museo del Presente, una tavola rotonda anticiperà l’evento in piazza, coinvolgendo rappresentanti delle istituzioni locali e regionali.
Il dibattito si concentrerà sul ruolo fondamentale del Vignaiolo Indipendente nello sviluppo economico e culturale della Calabria.
Questo momento di confronto punta a rafforzare il legame tra la produzione agricola e le politiche di valorizzazione del territorio, riconoscendo nel lavoro dei vignaioli un pilastro per l’identità locale.
Rende si trasforma così in uno spazio di incontro dove produttori, cittadini e istituzioni collaborano per abitare il vino come patrimonio comune.































