Il Santuario di Polsi riapre al culto: un pilastro di fede e storia restituito alla Calabria

in Attualitàprovincia di Reggio Calabria
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Il cuore spirituale dell’Aspromonte torna finalmente a battere. La Diocesi di Locri-Gerace ha annunciato ufficialmente la riapertura al culto del Santuario della Madonna della Montagna di Polsi, rimasto chiuso per complessi e articolati lavori di miglioramento sismico e tutela. L’opera di restauro e messa in sicurezza dell’intero complesso sacro è stata resa possibile grazie a un importante stanziamento europeo derivante dal Pnrr NextGenerationEu, per un valore totale di 2,85 milioni di euro. Un evento che segna un momento di profonda commozione per la comunità locale e per l’intera regione, poiché riconsegna ai cittadini un simbolo cardine dell’identità religiosa e culturale del territorio.

Lungo il sentiero di Sammaria

La cerimonia di riapertura ha visto una partecipazione sentita ed emozionante. Monsignor Francesco Oliva, amministratore apostolico della Diocesi di Locri-Gerace, ha voluto raggiungere la struttura sacra a piedi attraverso il suggestivo sentiero di Sammaria, muovendosi come un pellegrino comune tra la gente.

I percorsi montani che conducono al sito sono tornati accessibili grazie all’intervento tempestivo di Calabria Verde, permettendo a centinaia di fedeli di confluire nel luogo sacro.

L’accessibilità totale sarà completata a breve, in quanto si attende la fine dei lavori del tratto stradale Cano-Polsi, che l’amministrazione spera diventi pienamente percorribile per i mezzi collettivi entro la fine del 2026.

L’atmosfera di raccoglimento

Il rito liturgico è stato officiato in un’atmosfera di profondo raccoglimento alla presenza del rettore don Tonino Saraco, del collaboratore don Giuseppe Alfano, del parroco di San Luca don Gianluca Longo, del cancelliere don Lorenzo Santoro e del direttore dell’Ufficio Liturgico don Nicola Commisso.

Accanto ai membri del consiglio di amministrazione e ai tecnici dell’impresa costruttrice guidata da Domenico Carrà, di San Costantino Calabro, era presente anche il commissario prefettizio del comune di San Luca, Antonio Rappucci.

Quest’ultimo ha dichiarato pubblicamente la propria gratitudine per la precisione dell’ente ecclesiale nell’ultimare le opere nonostante le evidenti barriere logistiche montane.

Occhio alla sicurezza, e al futuro

Gli imponenti lavori strutturali, portati a termine nel maggio scorso, sono stati diretti dall’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici sotto la guida esperta di Giuseppe Mantella, con il progetto dell’architetto Giorgio Metastasio e la direzione tecnica dell’ingegnere Biagio Pisano.

Nonostante i rallentamenti dovuti alle pesanti nevicate invernali, il cronoprogramma è stato rigidamente rispettato. «La riapertura del Santuario di Polsi rappresenta un momento di grande valore ecclesiale e comunitario» ha commentato con orgoglio Monsignor Francesco Oliva, aggiungendo che «restituiamo ai fedeli un luogo sicuro che appartiene alla memoria e che rimane una casa aperta».

Anche il rettore don Tonino Saraco ha espresso gioia dicendo che «il Santuario torna a splendere per essere un punto di riferimento regionale».

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