Sono stati trasmessi la scorsa estate gli atti dell’inchiesta sui 15 magistrati del distretto di Corte di Appello di Catanzaro che sarebbero indagati per vicende e reati diversi, tra cui favoreggiamento mafioso, corruzione in atti giudiziari e corruzione.
L’ufficio di Catanzaro, guidato dal procuratore Nicola Gratteri, ha infatti inviato i documenti a due magistrati salernitani competenti per le indagini sul distretto del capoluogo calabrese.
Secondo quanto si apprende dall’articolo del “Fatto quotidiano”, tra gli indagati ci sono dunque il procuratore di Cosenza, Mario Spagnuolo, l’aggiunto di Catanzaro, Vincenzo Luberto e il procuratore di Castrovillari, Eugenio Facciolla.
Spagnuolo è accusato di aver favorito un indagato, l’ex presidente dell’Asl di Cosenza, Giuseppe Tursi Prato, per una vicenda che coinvolge suo fratello, lo psichiatra Ippolito Spagnuolo.
L’aggiunto di Catanzaro, Luberto, sarebbe indagato invece per rivelazione di segreto d’ufficio: gli si contesta che avrebbe “fatto uscire” dagli uffici notizie riguardanti un’operazione all’ex vicepresidente della Regione Calabria, Nicola Adamo; altra ipotesi è quella dell’abuso d’ufficio per una questione connessa a un arresto per mafia nel marzo di tre anni fa.
Per Facciolla, infine, il fascicolo sarebbe stato aperto per un’ipotesi di abuso d’ufficio dopo essere stato chiamato in causa da un maresciallo della Forestale secondo il quale il magistrato avrebbe manipolato atti di indagine.
Al momento non c’è alcuna richiesta di misura preventiva o di rinvio a giudizio per gli indagati. Sul sito web di informazione, Iacchite, c’è la testimonianza del direttore responsabile del portale, Gabriele Carchidi, che sostiene di essere stato ascoltato dai carabinieri del Ros di Salerno giunti a Cosenza per raccogliere informazioni.




























