Una scena eclatante che ha scosso la mattinata di questo venerdì 6 marzo a Siderno. Antonio Cuppari, 62enn di Brancaleone, nel reggino, ha messo in atto un’azione simbolica salendo sulla gru del Parco commerciale La Gru. L’obiettivo è richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sulla propria vicenda giudiziaria e personale, definendo il suo gesto come un atto di protesta pacifica necessario per chiedere “verità e giustizia”.
Le radici del gesto
Al centro della protesta vi è la complessa vicenda legata all’operazione Metropolis, che anni fa portò all’arresto di Cuppari e al sequestro di numerosi beni.
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Tra questi figurava il villaggio turistico Gioiello sul Mare di Brancaleone, struttura di cui l’uomo era amministratore. Nel documento esposto durante l’azione di oggi, l’imprenditore sostiene che quel progetto avrebbe potuto generare sviluppo economico e occupazione per l’area ionica, ma sarebbe stato irrimediabilmente compromesso dalle indagini.
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Le accuse al sistema
Nel testo diffuso dalla gru, Cuppari – che vuole portare alla luce la sua verità dei fatti chiedendo una revisione critica della vicenda che lo ha visto coinvolto – lancia anche pesanti accuse al magistrato Nicola Gratteri e al suo gruppo di lavoro, che indagò all’epoca.
Secondo l’imprenditore, le indagini nei suoi confronti sarebbero state costruite su presupposti errati, trasformando il suo caso in un esempio di ingiustizia giudiziaria.
Il documento esposto ripercorre i passaggi dell’inchiesta iniziata nel 2013, evidenziando presunte incongruenze e i danni subiti sul piano familiare e imprenditoriale.
Sul posto sono immediatamente intervenute le forze dell’ordine e i soccorritori per monitorare la situazione e garantire l’incolumità dell’uomo.































