Feroleto Antico ha ospitato la nona edizione del congresso La genetica per il pediatra, un evento che ormai rappresenta una pietra miliare per la medicina calabrese. Sotto la guida dei responsabili scientifici Daniela Concolino e Pietro Strisciuglio, una faculty di esperti nazionali si è riunita per discutere di come la genetica non sia più una materia di nicchia, ma il cuore pulsante di ogni diagnosi clinica. “Siamo arrivati al nono incontro e abbiamo affrontato numerosi temi, dalla genetica all’intelligenza artificiale”, ha spiegato la professoressa Concolino, sottolineando come questo gruppo docente lavori insieme da ben diciotto edizioni, rendendo l’appuntamento un fatto storico per la formazione territoriale.

Dalla teoria alla corsia
Il cambiamento radicale vissuto negli ultimi anni ha spostato l’asse della medicina verso una precisione diagnostica mai vista prima. Durante le due giornate di lavori, è emerso con forza che ogni patologia pediatrica nasconde una componente genetica.
Il corso ha quindi seguito un’impostazione operativa, dividendo il programma tra gli ultimi aggiornamenti della ricerca e la loro applicazione immediata sul campo.
“Ciò che si apprende qui si traduce concretamente nella pratica clinica”, ha ribadito la coordinatrice scientifica, evidenziando come in Calabria sia cresciuta esponenzialmente l’attenzione verso malattie rare che un tempo restavano nell’ombra.

Il valore dei segnali
Un focus particolare è stato dedicato allo screening neonatale, un ambito in cui la regione vanta un modello consolidato per circa 40 malattie metaboliche ereditarie.
La capacità di intervenire in fase presintomatica evita oggi molti accessi d’urgenza in pronto soccorso. I medici si sono confrontati sui cosiddetti red flag, ovvero quei segnali come asimmetrie corporee o lassità articolari che possono nascondere patologie complesse.
Accanto alle tecnologie più moderne e alle terapie geniche, resta però fondamentale l’occhio del medico. La maratona di dismorfologia finale ha infatti ricordato ai più giovani che, nonostante le macchine, l’osservazione attenta del piccolo paziente rimane lo strumento diagnostico più potente.

Scienza e territorio
Il bilancio finale dell’evento, curato dalla segreteria organizzativa Present Future, conferma il ruolo centrale di relatori come Diego Martinelli, Francesco Chiarelli e Margherita Ruoppolo.
Dalle malattie mitocondriali all’obesità sindromica, il congresso ha coperto ogni angolo della disciplina. La sfida vinta è stata quella di rendere fruibili temi di alta complessità a tutti i pediatri della regione, offrendo loro strumenti per migliorare radicalmente le prospettive di vita dei pazienti.
La genetica in Calabria non è più solo una speranza futura, ma una realtà che ogni giorno salva vite attraverso diagnosi precoci e terapie innovative.






























