Lamezia Terme. Benincasa (Pdl): Programma del sindaco senza qualità
E’ il parere autorevole del Segretario generale Nicola Falcone ad avere dovuto garantire le condizioni perché i diritti dell’Assemblea, convocata il 7 agosto, fossero rispettati.
E’ un dato finale positivo il rinvio deciso dal Presidente Muraca, dopo avere ricevuto parere legale e condivisione totale dei capigruppo. La procedura si era resa indispensabile dopo un’istanza protocollata in data 29 luglio in cui da consigliera di opposizione reclamavo il fatto che nella convocazione del 4 agosto, ricevuta in data 27 luglio, non vi fosse allegato il documento posto al primo ed unico punto all’odg: Presentazione del Sindaco delle Linee programmatiche del Sindaco. Pertanto, nonostante dissuadenti consigli di buon vicinato, ne chiedevo il rinvio nei termini previsti dal Regolamento di funzionamento del Consiglio Comunale (art.51).
Ho scelto fin dal primo giorno di essere interprete anticonformista ma intransigente per il rispetto del ruoli istituzionali e delle sue regole. Se l’istanza è stata “mia” nell’autografo è stata condivisa sostanzialmente da tutti- sindaco escluso. Ci tengo a dire che il funzionamento e il rispetto della dignità dell’Assemblea non è questione di parte. Né è solo questione formale: basta vedere la sorte delle Commissioni Consiliari, indebolite nel funzionamento istituzionale, per come reclamato pubblicamente dagli stessi presidenti. Spero in futuro sarà posta maggiore attenzione alle garanzie di democraticità dell’Ente. E questo sarà possibile con una effettiva partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Se da un lato il Sindaco persiste con la scorciatoia e invece di un programma presenta uno schema, sarà l’attività politica e istituzionale dell’Assemblea a garantire basi più concrete e adeguata compensazione. Basta introdurre il sale della dignità, nel rispetto delle diversità di vedute, per trasformare la politica in un’esperienza capace di fare rifiorire la nostra Lamezia. E una questione sostanziale: il rispetto delle regole formali è l’unica garanzia per tutelare la società e la rappresentatività sana della città. Guai se qualcuno si convincesse che delle regole si possa abusare o deficiere a piacimento. La discrezionalità, l’imparzialità, in tal caso la farebbero da padrone e ad eseguire il programma del Sindaco non servirebbe una giunta ma una semplice cricca. Per fortuna Lamezia può contare su Consiglieri attenti. Capaci di opporsi e di motivare il dissenso. La città saprà riconoscerli, tanto nella maggioranza quanto nell’opposizione. Con la chiarezza delle posizioni di ciascuno anche le scelte sapranno essere di qualità. Questo è il sentimento di fiducia nella democrazia. Questo credo sia la base su cui le forze politiche sono chiamate a ricevere il consenso. Con programmi concreti e misurabili negli obiettivi. Ma il sindaco, sulle linee programmatiche ha alzato il freno a mano: è un documento privo di democrazia interna e dunque “anomalo”: un “cartello” di poche paginette con astrattezze calate in modalità “taglia e incolla” . E il dibattito interno? Postumo.






























