L’Arma riporta a casa la storia: 46 tesori restituiti al museo di Sibari

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La data di oggi, mercoledì 15 aprile, segna un momento importante per il patrimonio culturale calabrese. Tra le mura della Sala Leone di Palazzo Arnone, a Cosenza, i Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale hanno formalmente consegnato al Direttore dei Parchi Archeologici di Crotone e Sibari un prezioso bottino di storia. Si tratta di 46 manufatti di origine etrusca, magno greca e romana, sottratti al tempo e all’illegalità. La cerimonia si è svolta davanti al Prefetto bruzio, ai Procuratori della Repubblica di Cosenza e Crotone e al Comandante Provinciale Carabinieri, riuniti per celebrare il recupero di frammenti preziosi della nostra civiltà che finalmente tornano alla collettività.

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L’indagine Achei

I reperti sono il frutto della complessa attività investigativa denominata Achei, coordinata dalla Procura pitagorica. Il lavoro certosino dei militari del Nucleo Tpc ha permesso di scoperchiare un vasto traffico internazionale che partiva dagli scavi clandestini in Italia per raggiungere Gran Bretagna, Francia, Germania e Serbia.

Tra i pezzi più pregiati figurano beni sequestrati in territorio francese, e rimpatriati lo scorso 16 ottobre, grazie a un provvedimento dell’autorità giudiziaria d’oltralpe che ne ha riconosciuto la legittima proprietà dello Stato italiano.

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La rete dei tombaroli

Le indagini, condotte tra il 2017 e il 2018, hanno svelato l’esistenza di vere e proprie squadre di tombaroli. Soggetti che operavano con una suddivisione dei ruoli metodica, alimentando il mercato clandestino attraverso complessi canali di ricettazione.

Uno dei simboli di questa operazione è il Rhyton a testa di cerva, un reperto talmente straordinario da essere stato esposto persino a L’Aia nel 2022, presso il quartier generale di Europol.

L’inchiesta ha portato all’emissione di misure cautelari per 23 persone, accusate di associazione per delinquere finalizzata al danneggiamento e all’esportazione illecita di beni culturali, oltre a 80 perquisizioni in tutta la nazione.

> Il Museo Archeologico di Sibari

Il patrimonio ritrovato

L’azione condotta dai Carabinieri dimostra quanto sia vitale la sinergia tra le forze dell’ordine e gli organi del ministero della cultura. Grazie alla professionalità di specialisti civili e militari, queste testimonianze artistiche sono state salvate da un destino di oblio in collezioni private.

Oggi, questi oggetti non sono più merce di scambio per il crimine, ma tornano a essere pagine vive che raccontano l’evoluzione della nostra civiltà.

La loro restituzione al Museo Archeologico Nazionale di Sibari rappresenta una vittoria della legalità e un atto di giustizia verso la storia e l’identità del territorio calabrese.

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