L’artista lametino DiegoKoi protagonista di una mostra internazionale all’Ulsan Art Museum

in Tempo liberoprovincia di Catanzaro
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L’arte italiana torna ad essere protagonista assoluta nel panorama mondiale grazie a Diego Fazio, in arte DiegoKoi. L’artista lametino è stato ufficialmente selezionato per partecipare alla prestigiosa mostra istituzionale 2026 Contemporary Art Special Exhibition: International Hyperrealism, che si terrà presso l’Ulsan Art Museum, uno dei poli museali più all’avanguardia della Corea del Sud.

La rassegna, intitolata The Most Perfect Illusion, raccoglie i più grandi interpreti mondiali del movimento iperrealista, tra cui nomi del calibro di Robin Eley, Sam Jinks e Kazu Hiro. In questo contesto d’élite, DiegoKoi ha ottenuto un riconoscimento straordinario: la sua celebre opera a grafite, “Riflesso”, è stata scelta dalla direzione del museo come immagine guida dell’intera esposizione, campeggiando sulla locandina ufficiale e sui materiali promozionali internazionali.

L’esposizione, che resterà aperta al pubblico dal 2 luglio al 5 ottobre 2026, rappresenta una tappa fondamentale nella carriera dell’artista, consacrandolo come uno dei massimi esponenti della “traccia umana” su carta, capace di superare i confini della tecnica per toccare vette di profonda introspezione psicologica.

Diego Fazio (Lamezia Terme, 1989), conosciuto mondialmente come DiegoKoi, è un artista autodidatta che ha rivoluzionato la tecnica della grafite su carta. Vincitore di numerosi premi internazionali (tra cui il Premio Cairo e il Premio Fondazione d’Arte Durini), le sue opere sono presenti in importanti collezioni private e museali tra Europa, America e Asia. Attualmente è Global Ambassador per il prestigioso brand svizzero Caran d’Ache.

Essere scelto come immagine guida di una mostra di questo calibro in un museo così prestigioso è per me un onore immenso”, dichiara Diego Fazio. “Dopo un periodo di ricerca e silenzio creativo, questa tappa in Corea rappresenta non solo una consacrazione professionale, ma anche la prova che il lavoro minuzioso, fatto di pazienza e dedizione, riesce a parlare un linguaggio universale. Portare il nome di Lamezia e della Calabria in una delle capitali culturali dell’Asia è una responsabilità che sento profondamente” dichiara l’artista.

 

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