Lavoro nero e zero sicurezza, sigilli e maxi multa per cantiere edile

in Cronacaprovincia di Catanzaro
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I carabinieri della Compagnia di Sellia Marina hanno fatto scattare, qualche giorno fa, un controllo mirato nello stesso comune del catanzarese. L’operazione, condotta insieme ai colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro e al personale dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro, si è focalizzata sul contrasto al lavoro sommerso. Al momento dell’accesso nell’area di un cantiere, così, gli ispettori hanno identificato i due operai presenti sul posto, scoprendo immediatamente che uno di loro, che in quel momento stava movimentando del materiale da costruzione, era totalmente “in nero”.

Subappalti senza regole

Le successive verifiche documentali hanno portato alla luce una gestione amministrativa ritenuto del tutto irregolare da parte dei responsabili delle ditte coinvolte.

Gli accertamenti avrebbero infatti rivelato che l’impresa affidataria avesse concesso i lavori in subappalto a una ditta locale senza alcun titolo autorizzativo, omettendo la preliminare e obbligatoria verifica dei requisiti tecnico-professionali.

Oltre a questa grave mancanza, i militari hanno contestato la mancata individuazione della figura del preposto e l’assenza totale sia del piano operativo di sicurezza, sia della patente a crediti, strumento ormai indispensabile per poter operare regolarmente in qualsiasi cantiere.

Il pericolo per gli operai

Le condizioni reali della struttura presentavano altissimi rischi di infortunio per la salute e l’incolumità dei lavoratori presenti. I Carabinieri hanno riscontrato una viabilità interna del tutto insicura, una totale assenza di estintori per la prevenzione degli incendi, opere provvisionali non conformi e la mancanza di protezioni idonee contro le cadute dall’alto.

Per queste ragioni è stata disposta l’immediata sospensione delle attività e l’area resterà interdetta fino alla completa messa in sicurezza.

I titolari delle due imprese, un uomo di 34 anni e uno di 44, sono stati diffidati e rischiano la denuncia all’Autorità Giudiziaria, oltre a sanzioni per oltre 25mila euro.

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