Cinque anni fa il blitz della Dda di Catanzaro che aprì uno spaccato sulla presunta influenza che la Locale di ‘ndrangheta capeggiata Nicolino Grande Aracri, detto “Mano di gomma”, avrebbe assunto negli anni sul Comune di Cutro, popolosa cittadina del Crotonese. Al centro degli appetiti della cosca gli appalti pubblici che gli avrebbero consentito lauti guadagni. Un altro sguardo riguardò poi la ritenuta appartenenza e le relazioni massoniche di alcuni fra gli indagati.
Le decisioni dei giudici
Parliamo della nota operazione Thomas, che risale al gennaio del 2020 e di cui stamani si è concluso il processo di primo grado che ha decretato la condanna per cinque degli imputati, l’assoluzione per altri tre e il non doversi procedere per altrettanti.
I giudici del Tribunale di Crotone hanno dunque inflitto dodici anni di carcere a Ivano Lanzo, ritenuto uno dei referenti dei Grande Aracri nella città di Catanzaro (tra il 2012 e il 2013); quattro anni ciascuno sono stati decisi invece per Carmine Cutruzzularo e Ilario Fazzolari; un anno e sette mesi, poi, per Roberto Triolo, per cui è stata esclusa l’aggravante mafiosa; ed un anno e tre mesi per Giuseppe Condemi.
Gli assolti e le contestazioni
Gli assolti sono invece Donato D’Amelio, Giovanni Gentile e Giuseppe Celi; “non doversi procedere” infine per Antonio Mercurio e Rosario e Pietro Le Rose.
Agli imputati si contestavano a vario titolo i reati di associazione mafiosa, estorsione, abuso d’ufficio, traffico di influenze illecite, omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico; tutti aggravati dalle modalità mafiose.































