Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catanzaro, su delega della Procura Regionale della Corte dei Conti per la Calabria, ha eseguito un sequestro conservativo, cosiddetto ante causam, che ha interessato beni per un ammontare complessivo di oltre 9 milioni di euro a carico di undici persone, la maggior parte della quali facenti capo all’Unità Operativa Complessa di Oculistica dell’Azienda Ospedaliero Universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro.
Le contestazioni ipotizzate
Gli approfondimenti condotti dalle Fiamme gialle avrebbero messo in evidenza delle irregolarità ritenute gravi. Le indagini si sono concentrate in particolare sulla gestione delle liste d’attesa presso il reparto di Oculistica del nosocomio.
Le verifiche hanno portato alla luce diverse condotte che si sospetta abbiano causato un danno all’Erario: tra queste la percezione indebita di indennità di esclusività e di stipendi non dovuti, il mancato riversamento di proventi del lavoro autonomo esercitato illegittimamente, la cosiddetta “privatizzazione” del servizio pubblico, e l’appropriazione di beni pubblici per scopi privati.

Tutti i sanitari coinvolti
Nella inchiesta è coinvolto sia il personale medico che infermieristico della struttura ma anche la segretaria di uno studio medico privato esterno.
Una rete presunti illeciti che avrebbe compromesso gravemente la corretta gestione del servizio sanitario pubblico in un settore nevralgico come quello dell’oculistica.
Il decreto della sezione
Sulla base degli elementi raccolti il Presidente della Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti ha emesso il decreto di sequestro conservativo accogliendo la richiesta della Procura regionale. Sequestro che rappresenterebbe un passo fondamentale per assicurare il recupero delle somme ritenute sottratte alla collettività.



























