L’aula magna del liceo classico Pitagora di Crotone si prepara a trasformarsi in un vero laboratorio di cittadinanza. Lunedi prossimo, 20 aprile, alle 9, prenderà il via l’iniziativa intitolata “Lo Stato siamo noi. I Care: percorsi di legalità e nuove rotte contro la ‘ndrangheta globale“. L’evento nasce dalla sinergia tra il liceo crotonese e il dipartimento di culture, educazione e società dell’Università della Calabria, nell’ambito del progetto La scuola della Costituzione. Non si tratta di una semplice lezione, ma di un cammino educativo volto a fornire ai giovani gli strumenti critici per scardinare le logiche mafiose, partendo proprio dai banchi di scuola.
Le voci del territorio
Il confronto entrerà nel vivo dopo i saluti della dirigente Natascia Senatore e l’introduzione di Rossella Frandina, docente da sempre impegnata nei percorsi di cittadinanza attiva. A moderare il dialogo sarà Antonio Anastasi, giornalista e scrittore esperto di inchieste meridionali.
Gli studenti avranno l’opportunità unica di confrontarsi con i vertici delle forze dell’ordine: il questore Renato Panvino, il comandante dei Carabinieri Raffaele Giovinazzo, quello della Guardia di Finanza Pierfrancesco Bertini e il comandante della Capitaneria di porto Domenico Morello.
Sarà un’occasione per scoprire il volto umano e quotidiano dello Stato, che non agisce solo con la repressione ma anche con la prevenzione culturale.

Anticorpi per il futuro
Le riflessioni finali saranno affidate a Giancarlo Costabile, docente di pedagogia dell’antimafia all’università della Calabria. Da anni, Costabile lavora per smontare i codici simbolici della criminalità e promuovere un’etica della responsabilità pubblica.
Il coinvolgimento degli studenti sarà il cuore pulsante della mattinata: i ragazzi non saranno spettatori passivi, ma interlocutori diretti delle istituzioni. In un’epoca in cui la ndrangheta si muove su rotte globali e mercati finanziari, l’obiettivo è costruire anticorpi culturali proprio nei luoghi della formazione.
La cittadinanza attiva
Il titolo dell’incontro racchiude una lezione fondamentale: lo Stato non è un ufficio lontano, ma il risultato delle nostre azioni quotidiane.
Attraverso questo laboratorio di educazione civica, la scuola e l’università rivendicano il loro ruolo di protagoniste nel cambiamento sociale. È un invito a riscoprire un nuovo umanesimo dei diritti, dove la legalità e la giustizia diventano la base per la dignità di ogni persona.
La scuola di Crotone ribadisce cosi che la lotta alle mafie inizia dalla conoscenza e dalla partecipazione consapevole di ogni cittadino.






























