Lungomare Schiavonea: avviata demolizione dello stabilimento ex “Scarafaggio”

in Attualitàprovincia di Cosenza
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Le ruspe sono entrate in azione sul lungomare di Schiavonea. Questa mattina ha avuto inizio la demolizione controllata dell’ex lido “Scarafaggio”, una struttura fatiscente, abusiva e da tempo considerata pericolosa per la pubblica incolumità. L’intervento cancella definitivamente un simbolo di degrado che occupava senza titolo circa 2.500 metri quadrati di spiaggia demaniale.

L’Ordinanza Sindacale e il blitz della legalità

L’operazione odierna rappresenta l’atto finale di un iter amministrativo e giudiziario rigoroso. L’intervento dà esecuzione all’Ordinanza Sindacale n. 118, firmata lo scorso 3 giugno dal primo cittadino. Il provvedimento è scattato a valle di un accurato sopralluogo congiunto, effettuato il 21 maggio, nel quale il personale della Capitaneria di Porto e i tecnici del Comune di Corigliano-Rossano avevano accertato e messo a verbale l’effettivo stato di sfacelo e la spiccata pericolosità del manufatto.

A coordinare l’intera cornice delle attività, assicurando il pieno rispetto delle normative vigenti, è stata la Procura della Repubblica di Castrovillari, la cui azione è risultata fondamentale per superare le maglie burocratiche e addivenire allo sgombero e al conseguente abbattimento.

Istituzioni sul posto per la sicurezza urbana

Le operazioni di sventramento sono state seguite da vicino, in prima linea, dalle massime autorità competenti. Sul posto erano presenti il Sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, e il Comandante della Capitaneria di Porto locale, il Capitano di Fregata Tullio Arcangeli.

La loro presenza congiunta ha inteso ribadire la massima fermezza dello Stato e delle istituzioni municipali nel ripristinare le condizioni minime di sicurezza urbana e nel prevenire sinistri o crolli strutturali che avrebbero potuto minacciare residenti e bagnanti con l’approssimarsi della stagione estiva.

Verso una nuova visione di “Waterfront”

Soddisfazione per la riuscita dell’operazione è stata espressa dai vertici della giunta comunale. L’assessore alle Opere Pubbliche, Tatiana Novello, ha rimarcato l’assoluta improrogabilità del provvedimento, evidenziando come l’abbattimento si inserisca in un mosaico urbanistico molto più ambizioso per la marina:

“Si tratta di un’azione che si è resa necessaria per ripristinare lo stato originario dei luoghi su un’area in cui insisteva una concessione ormai decaduta da tempo. Questo atto amministrativo non era più rinviabile. Non è soltanto una doverosa questione di legalità e sicurezza, ma un passo essenziale per restituire il giusto decoro all’intera area in vista della nuova visione di waterfront che stiamo progettando per la città”.

La svolta culturale: demolire come rimedio

A tracciare un bilancio politico e storico di questa mattinata è stato lo stesso Sindaco Flavio Stasi. Il primo cittadino ha voluto sottolineare il profondo mutamento semantico e culturale che l’atto dell’abbattere assume in un territorio troppo spesso ferito e deturpato in passato dall’incuria edilizia:

“Demolire, originariamente, non era un verbo associato ad eventi positivi. Eppure viviamo un’epoca complessa nella quale le demolizioni coraggiose rappresentano un rimedio concreto. Significa che per troppo tempo, evidentemente, in passato si è sbagliato, realizzando cose sbagliate nei posti più sbagliati. In questi anni su Schiavonea avevamo già proceduto a demolire tutti i manufatti in cemento irregolari che avevamo ereditato nel 2019 e che giacevano lì da decenni, come se nessuno li vedesse. Tutti, tranne uno”.

Il cerchio si chiude proprio oggi. “Il mese scorso –  ha concluso il Sindaco Stasi – siamo riusciti a definire e chiudere la complessa procedura amministrativa e stamattina è finalmente iniziata anche l’ultima demolizione di Schiavonea: l’ex Scarafaggio. Anche quest’area sarà presto restituita libera e fruibile alla comunità, ripristinando in toto decoro, sicurezza e legalità. Si parla spesso di visione di Città: la nostra è chiara, ma per anni, ancor prima di una visione, in questo territorio è purtroppo mancata la semplice voglia di vedere le cose”.

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