Mafie: in nove punti, il piano del Governo contro i clan

in Attualitàprovincia di Reggio Calabria
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Istituzione di un’Agenzia per la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata; un nuovo codice delle leggi antimafia; nuovi strumenti di aggressione ai patrimoni mafiosi. Sono queste le principali novità introdotte dal governo con il Piano straordinario contro le mafie approvato questa mattina dal Consiglio dei ministri a Reggio Calabria. Il piano è composto da nove punti che prevedono anche, tra l’altro, una mappa informatica delle organizzazioni criminali, il potenziamento dell’azione antimafia nel settore degli appalti, nuove iniziative sul piano internazionale per contrastare la criminalità transnazionale. Il piano contempla anche altre norme di contrasto alla criminalità organizzata come segnale, ha spiegato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa, “del fatto che la lotta a ‘ndrangheta, camorra e mafia e’ la priorità del governo”. L’Agenzia per la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata avrà la sua sede principale a Reggio Calabria e sarà il segnale dell’attenzione che il governo intende riservare all’estrema regione peninsulare. “Nei venti mesi di governo Berlusconi – ha sottolineato il ministro dell’Interno, Roberto Maroni – sono stati sequestrati alla criminalità organizzata oltre 12 mila beni, per un valore di circa 7 miliardi di euro, e confiscati circa tremila beni per un valore di 2 miliardi di euro. A questi – ha proseguito – si aggiungono i beni sequestrati e confiscati negli anni precedenti. L’aggressione ai patrimoni mafiosi – ha detto Maroni – è diventata lo strumento più efficace di lotta alle mafie e per questo necessita di un nuovo strumento che sia immediatamente operativo”. L’Agenzia per la gestione dei beni sequestrati e confiscati avrà, tra i suoi compiti, quello di procedere al censimento dei beni sequestrati e confiscati ai clan oltre che quello di provvedere alla loro amministrazione, alla custodia e alla destinazione. L’altro punto qualificante del piano messo a punto dal governo e’ stato evidenziato dallo stesso presidente Berlusconi che lo ha indicato nel Testo unico dei principali interventi legislativi antimafia emanati dal 1965 ad oggi. “Si tratta – ha detto Berlusconi – di un provvedimento del quale sentivamo il bisogno e che aiuterà coloro i quali hanno il compito di combattere la criminalità organizzata a lavorare meglio con strumenti più efficaci”. Per quanto riguarda i nuovi strumenti di aggressione ai patrimoni mafiosi, il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha evidenziato l’estensione a tutto il territorio nazionale dei ‘Desk interforze provinciali’. “Il sistema – ha detto Maroni – prevede un tavolo Dda-forze di polizia-Dia per integrare le informazioni ed individuare i patrimoni da colpire. Questa organizzazione – ha aggiunto – tiene conto delle specificità territoriali. L’avevamo già adottata in Campania, dove ha funzionato, ed intendiamo estenderla”. Il piano del governo prevede anche la modifica della disciplina per l’applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali attraverso una procedura accelerata e la riduzione del limite temporale massimo per il procedimento in appello, oltre che l’estensione dell’utilizzazione immediata dei beni mobili registrati a tutti i beni mobili. In questo contesto saranno estese le verifiche della Guardia di Finanza ai soggetti indiziati di gravi reati di mafia e alla complessiva posizione economica e patrimoniale attualmente solo di carattere fiscale e circoscritta ai soli indiziati di 416 bis. Sarà inoltre potenziata l’azione della Direzione Investigativa Antimafia che avrà come missione prioritaria l’aggressione alle ricchezze accumulate illecitamente. Un particolare impegno sarà riservato alla lotta contro le ecomafie attraverso l’estensione delle operazioni sotto copertura delle forze di polizia al reato di traffico illecito di rifiuti. Sarà inoltre costituito un Desk interforze finalizzato allo scambio informativo per il contrasto alle ecomafie. Ne faranno parte rappresentanti delle forze di polizia, delle capitanerie di porto e del Ministero dell’Ambiente. Il governo punta inoltre sul sostegno in favore delle vittime del racket e dell’usura attraverso una gestione omogenea e coordinata sul territorio nazionale degli interventi stessi. “La mafia – ha detto Berlusconi – si combatte anche con un maggiore sostegno alle vittime del racket e dell’usura, facendo sentire loro maggiormente la presenza dello Stato”. A questo riguardo il premier ha parlato della realizzazione, a livello nazionale, di una mappa della criminalità organizzata di tipo mafioso attraverso un sistema informatico denominato ‘Sistema Macro’. Particolare attenzione sarà inoltre riservata all’ottimizzazione delle procedure di rilascio delle certificazioni antimafia estendendo a tutto il territorio nazionale la ‘tracciabilità’ dei flussi finanziari, già prevista per la ricostruzione in Abruzzo e per l’Expo 2015 di Milano. L’ottavo punto prevede la presentazione in sede Ue della ‘Best practicè italiana in materia di lotta alla criminalità organizzata con l’obiettivo di ottenere il riconoscimento dell’esecuzione dei sequestri dei beni in tutti i Paesi dell’Unione europea e l’armonizzazione della normativa europea di sequestro preventivo dei patrimoni dei mafiosi anche al di fuori dell’azione penale. Completa il piano l’estensione delle operazioni sotto copertura delle forze di polizia ai reati di estorsione, usura e a tutti i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina; la limitazione a sei mesi, in caso di ricorso al giudice amministrativo, della sospensiva della revoca del programma di protezione nei confronti di collaboratori di giustizia; intensificazione dell’utilizzo della videoconferenza per l’esame dei collaboratori e dei testimoni di giustizia. I provvedimenti approvati dal governo fanno dire al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che nessun governo si e’ impegnato contro la mafia come quello attuale: “Le leggi varate dai governi Berlusconi – ha affermato – hanno messo il turbo alla lotta alla mafia”. Alfano ha respinto l’idea di un governo che si appropria dei successi conseguiti dalla magistratura e dalle forze di polizia: “Abbiamo – ha affermato il guardasigilli – l’idea romantica di una grande squadra che combatte le mafie. Questa squadra e’ composta da forze dell’ordine, magistratura, Parlamento e governo. Questa grande squadra e’ lo Stato. Noi – ha aggiunto – non prendiamo meriti ai magistrati, ma rivendichiamo i meriti del Paese”.

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