Maltempo in Calabria, per la Cisl urge nuova stagione di cura del territorio

in Infrastruttureprovincia di Calabria
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Gli eventi atmosferici estremi e i cicloni che si sono abbattuti sulla nostra regione negli ultimi giorni non sono solo episodi di maltempo, ma rappresentano un severo monito sulla fragilità di un territorio che necessita di una cura profonda. La Cisl Calabria interviene con forza su questo tema, sottolineando come la lotta al dissesto idrogeologico richieda una stagione di manutenzione ordinaria e straordinaria senza precedenti.

Il fallimento dei commissari

Per la Sigla non basta stanziare risorse: occorre una riflessione totale sui modelli di intervento, sulla pianificazione urbanistica e sulla gestione dei sistemi forestali, “perché la natura finisce sempre per riprendersi i propri spazi”.

I ritardi accumulati nel tempo dimostrerebbero “che il modello del Commissario straordinario unico per il dissesto idrogeologico non funziona correttamente alle nostre latitudini” dice ancora la Cisl.

“I commissariamenti – aggiunge – non hanno prodotto i risultati sperati e molte opere finanziate nell’ultimo decennio sono rimaste incompiute. Se fossero state realizzate, avrebbero certamente contribuito a evitare esondazioni e danni pesanti. Lo stesso scenario si ripete per l’erosione costiera, dove i progetti restano impantanati per anni tra le pastoie burocratiche, passando da una programmazione all’altra senza mai vedere la luce. Il rischio è che infrastrutture vitali, come la linea ferroviaria tirrenica, vengano inghiottite dal mare, isolando ulteriormente la regione mentre si continua a sognare l’alta velocità.

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Il rilancio della forestazione

Per il sindacato è quindi giunto il momento per tutte le istituzioni “di fermarsi e lavorare insieme con un comune senso di responsabilità. La Calabria ha bisogno di scelte urbanistiche sostenibili e di una seria mitigazione del rischio”.

“È giunta l’ora di operare scelte urbanistiche sostenibili” afferma, evidenziando come i tempi siano ormai maturi per mettere in sicurezza il territorio in modo definitivo.

“Non servono solo barriere e difese idrauliche, ma è indispensabile ricostruire quel presidio umano che nel tempo è venuto a mancare, garantendo una presenza costante dell’uomo laddove oggi regna l’abbandono”.

Un punto cruciale della strategia riguarda il settore della forestazione, che deve diventare moderna e multifunzionale. Il turn over del personale non può più essere rinviato: “ciò che accade a valle è la diretta conseguenza di ciò che non viene più fatto a monte”.

Per la Cisl, senza un presidio attivo e una prevenzione efficace, la regione rischia di tornare a essere quello “sfasciume pendulo sul mare” temuto in passato, con le aree interne abbandonate a se stesse.

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