Maltempo, l’Arpacal fa il punto: evento tra i più rari mai registrati, nuovo monito sulla prevenzione

in Attualitàprovincia di Cosenza
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È stato uno degli eventi meteorologici più rari registrati nelle serie storiche disponibili quello che ha interessato la Calabria tra l’11 e il 20 febbraio scorsi. A certificarlo è il rapporto tecnico elaborato dal Centro Funzionale Multirischi di Arpacal, che ha analizzato la dinamica atmosferica dell’episodio, le quantità di precipitazioni, gli effetti sui corsi d’acqua e il sistema di allertamento attivato durante la fase di maltempo.

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Una lunga sequenza di perturbazioni

L’evento si è caratterizzato per una lunga sequenza di perturbazioni atlantiche che hanno colpito la regione per diversi giorni consecutivi, interessando soprattutto il versante tirrenico e le aree interne montuose. Le piogge sono state diffuse e persistenti, con accumuli molto elevati registrati nell’arco di pochi giorni.

I dati della rete di monitoraggio regionale mostrano quantitativi di precipitazione particolarmente rilevanti. Il valore massimo è stato registrato a Montalto Uffugo, dove durante l’intero evento sono caduti 456 millimetri di pioggia, pari a circa il 30% della pioggia media annuale. Accumuli molto elevati sono stati rilevati anche in altre località della regione: Altilia con 401 millimetri, Belsito con 391, Domanico con 384 e Decollatura con oltre 380 millimetri.

In meno di dieci giorni, in diverse aree della Calabria tirrenica, si è quindi concentrata una quantità di pioggia normalmente distribuita nell’arco di diversi mesi. Oltre alla persistenza delle precipitazioni, l’evento è stato caratterizzato anche da fasi di intensità molto elevata. In alcune stazioni sono stati registrati fino a 192 millimetri di pioggia in 24 ore, mentre in poche ore gli accumuli hanno superato gli 80 millimetri.

Le analisi statistiche indicano che alcune di queste precipitazioni rientrano tra gli eventi più rari delle serie storiche disponibili. In diversi casi il cosiddetto “tempo di ritorno” supera i 70–100 anni, indicando fenomeni con probabilità molto basse di verificarsi in un singolo anno.

Le piene e la portata record del Crati

Le piogge persistenti hanno provocato una risposta significativa dei principali bacini idrografici regionali. Il fiume Crati, nella sezione di Sibari, ha registrato una piena particolarmente rilevante: il livello idrometrico ha superato i 5 metri, con una portata stimata di circa 663 metri cubi al secondo, il valore più alto mai misurato storicamente in quella sezione.

Incrementi importanti delle portate sono stati osservati anche in altri corsi d’acqua, tra cui Savuto e Corace, a conferma degli effetti cumulativi delle precipitazioni prolungate sui bacini idrografici.

Raffiche di vento e mareggiate

Il maltempo è stato accompagnato anche da una ventilazione molto intensa. In diverse stazioni della rete regionale le raffiche hanno superato i 30 metri al secondo, pari a oltre 110 chilometri orari, con punte fino a 137 km/h registrate nel reggino. Le forti raffiche hanno provocato mareggiate significative lungo diversi tratti della costa tirrenica.

Durante tutto il periodo di maltempo il Centro Funzionale Multirischi di Arpacal ha operato in regime di presidio continuo, monitorando l’evoluzione dei fenomeni e fornendo supporto al sistema di protezione civile regionale. Complessivamente sono stati allertati 88 comuni, con diversi territori che hanno raggiunto livelli operativi di preallarme e allarme dopo il superamento delle soglie idrometeorologiche.

Il rapporto sottolinea come non si sia trattato di un singolo episodio temporalesco, ma di una sequenza di perturbazioni ravvicinate, separate solo da brevi pause. Questa dinamica ha favorito la progressiva saturazione dei suoli e l’innalzamento dei livelli fluviali, aumentando il rischio idrogeologico in diverse aree del territorio.

La rete di monitoraggio meteo-climatico regionale ha consentito di seguire in tempo reale l’evoluzione dell’evento e di fornire informazioni tempestive alle istituzioni e al sistema di protezione civile. Il rapporto completo rappresenta ora uno strumento di analisi importante per comprendere meglio la dinamica degli eventi meteorologici intensi e rafforzare le attività di prevenzione e pianificazione del rischio idrogeologico in Calabria.

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