A oltre un secolo dal tragico delitto che segnò le sorti della democrazia italiana, il teatro si fa strumento di indagine storica e civile. Sabato 21 e domenica 22 marzo, i comuni di Polistena e Filadelfia ospiteranno lo spettacolo Matteotti – anatomia di un fascismo, inserito nella stagione teatrale Lo sguardo oltre curata da Dracma. L’opera, scritta da Stefano Massini, primo drammaturgo italiano a trionfare ai Tony Award, ripercorre l’ascesa del regime attraverso la figura del deputato socialista, capace di comprendere e denunciare la natura eversiva del fascismo fin dai suoi esordi, pagando con la vita il proprio coraggio.
Ottavia Piccolo e la voce di Velia Titta
Protagonista assoluta della narrazione è Ottavia Piccolo, attrice di straordinaria sensibilità civile recentemente insignita del Premio alla Carriera al Bolzano Film Festival Bozen. Sotto la regia di Sandra Mangini, Piccolo non si limita a ricostruire i fatti del 10 giugno 1924, ma dà vita anche alla figura di Velia Titta, moglie di Giacomo Matteotti.
Attraverso il loro carteggio privato, emerge un ritratto intimo e potente che si intreccia con la cronaca del rapimento e dell’omicidio, restituendo al pubblico la statura umana di un uomo che scelse di non restare in silenzio di fronte alla violenza istituzionalizzata.
La musica come narrazione civile
L’allestimento scenico si avvale della partecipazione dei Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo, diretti da Enrico Fink. I musicisti, tra cui Massimiliano Dragoni, Luca Roccia Baldini, Massimo Ferri, Gianni Micheli e Mariel Tahiraj, non si limitano a un semplice accompagnamento, ma diventano parte integrante del racconto.
Le melodie guidano lo spettatore attraverso i sentimenti e le paure di un’epoca buia, trasformando l’esecuzione musicale in una guida emotiva che amplifica la forza delle parole di Giacomo Matteotti, il quale denunciava con preveggenza come il fascismo traesse forza proprio dal silenzioso assenso di chi sceglieva di non combatterlo.
Un progetto culturale sostenuto dal territorio
Lo spettacolo è il frutto di una complessa co-produzione che vede coinvolte realtà prestigiose come Officine della Cultura, la Fondazione Sipario Toscana e il Teatro Stabile dell’Umbria.
La tappa calabrese è resa possibile grazie alla direzione artistica di Andrea Naso e al supporto delle amministrazioni comunali di Polistena e Filadelfia, con il patrocinio del Ministero della Cultura e della Regione Calabria. Si tratta di un appuntamento che invita alla riflessione sulla “cosa pubblica”, ribadendo l’urgenza di un pensiero legalitario e partecipativo in un momento storico in cui la memoria delle lotte per la libertà appare più necessaria che mai.




























