L’accordo sottoscritto a Paestum tra i Parchi Nazionali del Matese, del Cilento Alburni e Vallo di Diana, Alta Murgia, Gargano, Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, Pollino, Sila e Aspromonte e Legambiente, si pone l’ambizioso obiettivo di mettere insieme conoscenze, attività e politiche ambientali.
I Parchi Nazionali e Legambiente hanno concordato nel ritenere che necessità di condividere un’agenda per la transizione ecologica e climatica dell’Appennino Meridionale fatta di impegni concreti e obiettivi misurabili per raggiungere gli obiettivi al 2030 su biodiversità, clima, foreste, farm to fork, economica circolare per ridurre le emissioni entro il 2030 e raggiungere la neutralità climatica entro il 2040 (Appennini NetZero).
L’Appennino è la montagna abitata per eccellenza, unica grande catena montuosa che presenta uno sviluppo antropico importante che si sta modificando a causa dei cambiamenti climatici, della crisi demografica e delle mutazioni della vita sociale ed economica.
La cabina di pilotaggio, il cui coordinamento è stato unanimamente affidato al Presidente del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Antonio Tisci, è il primo passo per un maggiore coordinamento dei Parchi Nazionali per realizzare insieme al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica le politiche comuni che necessitano per affrontare un tema così importante.
Le prossime tappe sono quelle di aprire la collaborazione ai Parchi Regionali, agli enti e le istituzioni locali, alle Università meridionali e ad altri istituti di ricerca per costruire una sempre maggiore capacità di intervento nella materia.
Non è un caso se all’incontro di Paestum, oltre ai Presidenti dei Parchi Nazionali e del responsabile nazionale aree protette di Legambiente Antonio Nicoletti, hanno partecipato Marco Bussone, presidente nazionale Uncem, Clara Bassano, direttore osservatorio sui parchi e le aree protette del Mezzogiorno, Domenico Nicoletti del Campus Mediterraneo e Michele Buonomo di Legambiente Campania e il capo della segreteria del sottosegretario Barbaro Ettore De Conciliis come segnale evidente della necessità di un coinvolgimento sempre maggiore di tutti gli operatori del settore ambiente.































