‘Ndrangheta ad Isola Capo Rizzuto, sequestrato terreno e mezzi agricoli

in Cronacaprovincia di Crotone
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I Carabinieri di Crotone, insieme ai colleghi di Isola Capo Rizzuto, hanno eseguito un decreto di sequestro emesso dal Tribunale Ordinario di Catanzaro (Seconda Sezione Penale Sezione Applicazione Misure di Prevenzione), a carico di un 36enne del posto, attualmente detenuto e ritenuto un elemento di spicco della ‘ndrina dei Macario, una cellula criminale stabilmente affiliata alla potente cosca locale degli Arena.

L’indagine Meltemi

Il provvedimento scaturisce dalle risultanze investigative ottenute nell’ambito dell’operazione Meltemi, una inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro iniziata nel maggio 2019 che consentì di documentare le pressanti attività estorsive compiute dal clan all’interno territorio, in particolare su alcuni terreni situati in aree rurali, la sua operativiyà sopratutto nella località marittima di Marinella.

Nel dicembre del 2023 la stessa indagine portò all’arresto di nove persone accusate di associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione e rapina, oltre che truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

 

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I beni cautelati

Il sequestro ha interessato nello specifico un ampio terreno agricolo di circa due ettari ubicato in contrada Vermica, all’interno dello stesso comune di Isola.

Oltre al fondo agricolo, i sigilli sono stati apposti anche su due grossi mezzi da lavoro utilizzati per le attività nei campi, cioè un trattore New Holland e un altro della Massey Ferguson, un modello 390.

Secondo una prima stima commerciale effettuata dagli inquirenti, il valore complessivo di tutti i beni si aggira intorno ai 140mila euro.

I patrimoni illeciti

L’efficace risultato conseguito sul campo mette in luce l’importanza dello strumento delle misure di prevenzione patrimoniali per bloccare i capitali illeciti.

Il lavoro è stato svolto sotto la direzione del procuratore Salvatore Curcio, alla guida della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, che coordina il monitoraggio delle proiezioni economiche della criminalità locale.

L’attività investigativa ha permesso di verificare una evidente sproporzione tra la reale capacità reddituale dichiarata dal nucleo familiare del soggetto e i beni effettivamente riconducibili alla sua disponibilità, garantendo una forte risposta a tutela della legalità.

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