Luigi Guglielmelli, Segretario dei Giovani democratici calabresi, propone la sconsacrazione del santuario della Madonna di Plsi, in Aspromonte, luogo di ritrovo dei boss della ‘ndrangheta, oggetto di una lettera del vescovo di Locri Mons. Morosini ai capi clan. “Questo luogo che nei secoli – spiega – ha rappresentato per i fedeli un punto di riferimento spirituale oggi e’ sporcato da una delle organizzazione piu’ pericolose al mondo che li’ si riunisce e li’ decide le strategie piu’ importanti anche attraverso l’elezione del proprio capo: la ‘ndrangheta. Spesso certa politica si infastidisce quando la Chiesa esprime la propria opinione sulle cose terrene non capendo che chi e’ guida spirituale non puo’ rinunciare ad agire nella societa’ in cui la morale e l’etica di cui si fa paladina deve vivere e crescere nelle coscienze delle persone. Ritengo, infatti, che, nonostante le decisioni spettino alle istituzioni repubblicane e democratiche, sia un dovere e un diritto per tutte le religioni esprimere pareri e giudizi sui temi che riguardano la vita dell’uomo in generale. Per questo con grande umilta’ ed avendo molto apprezzato l’intervento del Vescovo di Locri che ha ricordato a tutti che la Madonna di Polsi non e’ la Madonna della ‘ndrangheta, mi chiedo se la Chiesa non possa fare qualcosa di piu’ profondo e significativo per recidere una volta per tutte ogni legame anche simbolico che lega la ‘Ndrangheta a quel santuario. Ovviamente la mia e’ solo una considerazione personale ma mi chiedo se non sia necessario un atto forte da cui possa trasparire tutta l’indignazione da parte della Chiesa per l’offesa subita”. Guglielmelli aggiunge: “A fronte delle immagini registrate dagli inquirenti, a cui va tutto il nostro plauso per l’operazione “Crimine”, mi chiedo se non sia il caso di applicare quel canone del diritto canonico e se non sia opportuno procedere alla sconsacrazione di quel luogo violato nella sua intima santita’ da ‘ndranghetisti assassini. La mia e’ solo una riflessione e non vuole certamente interferire con le autorita’ ecclesiali ma sono certo – dice – che un gesto cosi’ forte, anche temporaneo, sarebbe l’immagine plastica della riaffermazione dei valori di fratellanza, amore e solidarieta’ a cui si ispira la Chiesa cattolica romana e tristemente calpestati dalla ‘ndrangheta soprattutto in quel luogo ed infine, ne sono certo, sarebbe un monito morale assoluto, faro per tutti i fedeli della Chiesa Universale”.
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