Personale della Dia di Catanzaro ha sequestrato beni mobili ed immobili, per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro riconducibili a Paolo Ripepi, ultraquarantenne, residente a Ricadi, nel vibonese e presunto affiliato alla cosca mafiosa dei Mancuso di Limbadi.
Su disposizione del Tribunale di Vibo Valentia, Sezione Misure di Prevenzione, la Dia ha così posto i sigilli a una azienda edile, diversi mezzi, numerosi rapporti bancari e postali nonché molte unità immobiliari, tra le quali quelle costituenti il complesso residenziale denominato “Villa Filomena“, ubicato nella rinomata area turistica compresa tra i comuni di Ricadi e Capo Vaticano, per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro.
Paolo Ripepi, attualmente Sorvegliato Speciale della P.S. con obbligo di soggiorno nel comune di Ricadi, è stato, tra l’altro, condannato in via definitiva per associazione mafiosa, in quanto coinvolto nell’ambito della nota indagine denominata “Dinasty“, che aveva ricostruito, a partire dagli anni 2000, la storia della cosca mafiosa dei Mancuso di Limbadi.
Nel provvedimento appena eseguito si legge: ” Ripepi Paolo veniva tratto in arresto nell’ambito della nota operazione di polizia denominata Dinasty… per gli stessi fatti è stato successivamente condannato in primo grado con sentenza emessa dal G.U.P. presso il Tribunale di Catanzaro …confermata in Appello… ad anni tre e mesi quattro di reclusione per i delitti p. e p. dagli artt. 416 bis c.p. commi 1,2,3, e 4… Nella sentenza della Corte di Appello di Catanzaro…. Che ha tradotto in condanna definitiva gli elementi raccolti nell’ambito dell’operazione di polizia dinasty, si ricostruisce a partire dagli anni 2000 la storia di una potente cosca mafiosa denominata famiglia Mancuso, operante nell’intera provincia di Vibo Valentia … Nelle sentenze di primo e secondo grado Ripepi Paolo viene collocato nella posizione di totale affiliazione al clan Mancuso … Dagli atti giudiziari a disposizione emerge che Ripepi Paolo svolge all’interno del gruppo … il ruolo di stretto collaboratore … con il quale organizza una serie di furti …. attività svolta sotto il costante controllo e la penetrante direzione dei Mancuso … Il Ripepi è stato altresì condannato per il reato contemplato all’art.453 c.p. in quanto … dirigeva …un articolato traffico di banconote false immesse nel circuito economico della provincia vibonese con conseguimento di ingenti guadagni…”.
Concludono i giudici: “… (che i beni) … direttamente o indirettamente nella disponibilità di Ripepi Paolo – avuto riguardo alla sproporzione tra il patrimonio reale e quello dichiarato – devono, allo stato, ritenersi il frutto o comunque il reimpiego dei proventi derivanti dalle attività illecite sopra indicate e quindi da sottoporre a sequestro”.
Alla base del sequestro antimafia di oggi vi è una complessa proposta formulata d’iniziativa del Direttore della Direzione Investigativa Antimafia, il generale dei Carabinieri Antonio Girone, a cui il recente “pacchetto sicurezza” ha conferito diretta ed esplicita competenza in materia, nell’ambito di una più incisiva strategia finalizzata ad aggredire i patrimoni mafiosi. Nella proposta sono stati evidenziati non solo i rapporti intercorrenti tra il destinatario del provvedimento e la criminalità organizzata, ma anche una dettagliata ricostruzione del suo patrimonio che documenta la netta sproporzione/sperequazione tra il reddito dichiarato ai fini delle imposte dirette e le attività economiche espletate.

































