Ammonta a oltre 830 mila l’euro il totale dei beni che stamani son stati confiscati definitivamente a tre soggetti ritenuti di spicco della cosca Trapasso di San Leonardo di Cutro, nel crotonese. Si tratta del presunto boss del clan, Giovanni Trapasso, e dei figli Leonardo e Tommaso. La misura, eseguita dalle Fiamme Gialle su ordine del Tribunale di Catanzaro, ha colpito otto unità immobiliari e due rapporti bancari.

L’operazione Borderland
Gli interessati, nel 2016, erano stati coinvolti nella nota operazione Borderland, un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo di regione.
Come accennavamo, sono considerati delle figure di primo piano del clan, radicato a San Leonardo, a sua volta inserito nella Locale di Cutro che fa capo alla potente cosca dei Grande Aracri.
Come emerse dall’indagine del 2016, l’attività criminale di questa fazione si sarebbe concentrata prevalentemente sulle estorsioni ai danni di imprenditori attivi nel redditizio settore turistico.

Il profilo patrimoniale
La confisca di oggi è stata adottata dopo dei complessi accertamenti economico-patrimoniali, coordinati dalla Dda e condotti dagli esperti del Gico, il Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catanzaro.
L’analisi del profilo patrimoniale dei tre e dei loro familiari, secondo i militari avrebbe quindi fatto emergere “una lampante incoerenza”.
Il valore dei beni a loro disposizione sarebbe difatti risultato totalmente sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati o all’effettiva attività economica svolta.
Questa significativa sperequazione patrimoniale aveva già portato, in una fase precedente, al sequestro degli stessi beni. Misura che fu eseguita nel febbraio del 2021.



























