‘Ndrangheta: operazione “Free Village 2”, respinti i ricorsi

in Cronacaprovincia di Catanzaro
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Il tribunale del riesame di Catanzaro ha respinto tutti e quattro i ricorsi presentati dagli indagati dell’operazione “Free village 2”, relativa a presunte estorsioni aggravate nell’ambito dell’attivita’ di un noto villaggio turistico di Sant’Andrea (Catanzaro), che avevano chiesto la revoca delle misure cautelari cui sono stati sottoposti. Restano dunque in carcere Mario Mongiardo, 42 anni, di San Sostene (Catanzaro), ritenuto dagli inquirenti un elemento di primo piano della cosca Gallace di Guardavalle, e già detenuto in quanto raggiunto da un primo provvedimento di custodia a settembre, nell’ambito della prima tranche dell’operazione; Sergio Mastroianni, 49 anni, guardia giurata in servizio nel villaggio turistico “Sant’Andrea”, all’epoca del primo blitz di settembre sottoposto a fermo con l’accusa di favoreggiamento personale; ed Erminia Loreni, 53 anni, originaria di Fossato Serralta (Catanzaro) e residente in Germania (nel collegio difensivo figurano Salvatore Staiano, Armodio Migali, Luigi Aloisio). Infine, arresti domiciliari confermati per Bruno Ranieri (difeso da Sergio Callipari), 71 anni, insegnante in pensione che, secondo le accuse, era stato imposto come amministratore del condominio del villaggio oggetto dell’indagine. I quattro indagati sono stati raggiunti a fine dicembre dall’ordinanza cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, a seguito degli elementi raccolti dalla Squadra mobile del capoluogo calabrese. Le accuse messe in piedi dagli investigatori della Polizia parlano di estorsioni, tentate e consumate, ai danni della società “Iperclub” che gestiva il villaggio “Sant’Andrea”, sulla costa ionica catanzarese.


DIRITTO DI REPLICA | 4 agosto 2012

Riceviamo e pubblichiamo:

Il verbale dell’udienza del 2 dicembre 2011 riporta un lungo interrogatorio del direttore pro tempore dell’ Iperclub, Sig. Santo Daniele. Il Sig. Santo Daniele è ritenuto dalla Procura teste oggettivamente e soggettivamente credibile ed è la diretta parte lesa.

Il Sig. Santo Daniele dichiara: che al momento dell’avvenimento dei fatti incontestazione non era stato forzato a partecipare alla riunione tenutasi con i condomini; che non fu minacciato verbalmente; che nessuno dei presenti alla riunione fece un nominativo che sarebbe stato da votare nelle successive assemblee di condominio.

La suddetta fu, quindi, un’ordinaria riunione informale tra condomini volta alla preparazione delle succesive assemblee condominiali. Santo Daniele puntualizza, del resto, che era stato lui stesso a consegnare alla sottoscritta un biglietto da visita ed a manifestare un invito presso il suo ufficio per il giorno seguente.

Precisa, inoltre, che l’incontro presso il suo ufficio fu un normale colloquio di lavoro e che fu lui a richiedere alla sottoscritta una mail che riportasse gli argomenti trattati durante lo stesso incontro. Esattamente in conformità con le dichiarazioni che Erminia Loreni prestava durante tutti le escussioni di fronte all’autorità giudiziaria.

Santo Daniele conferma, poi, che non la sottoscritta non si presentò a nome di nessuno e che non fece affatto nomi d’appoggio.

Di conseguenza, non emerge alcun fatto delittuoso o latu sensu illecito.

E’ doveroso anche sottolineare che la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Catanzaro, la quale condanna alcuni dei soggetti coinvolti nelle indagini a conclusione del rito abbreviato, esclude la malavita organizzata ex art. 416 bis c.p..

In altre parole, le risultanze dell’accertamento fino ad ora sono nel senso che non esiste nei fatti alcun legame con la ’ndrangheta e nessuno die soggetti è un boss, come invece le allegazioni da principio sostenevano. Nella stessa sentenza il giudice ritiene non credibili le accuse di tre persone che, con le loro dichiarazioni, hanno depistato e sviato la Procura fino ad indurli all’arresto della sottoscritta.

I motivi e le circostanze delle citate false dichiarazioni emergeranno nelle seguenti udienze e, con piena fiducia nella Giustizia, si auspica che ciò venga dimostrato.

Erminia Loreni

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