Il personale in divisa, gli striscioni davanti all’ingresso del “San Giovanni di Dio” e un messaggio netto: senza proroghe e assunzioni il sistema non regge. È il quadro della protesta messa in campo questa mattina dal NurSind di Crotone davanti all’ospedale cittadino, dove infermieri, Oss e altri operatori hanno denunciato il rischio concreto di un collasso dei servizi essenziali.

Le carenze al Pronto soccorso
La manifestazione arriva a poche ore dalla formale dichiarazione di stato di agitazione inviata al prefetto e al direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale. Nella nota, la segreteria provinciale del NurSind proclama lo stato di agitazione di tutto il personale del Comparto sanità dell’Asp pitagorica e chiede l’attivazione del tentativo di conciliazione e raffreddamento del conflitto presso la Prefettura.
Al centro della mobilitazione c’è la “grave e imminente riduzione dell’organico sanitario”, in particolare al Pronto soccorso e nelle principali unità operative, come Neonatologia.
Secondo i dati diffusi dal sindacato, il Pronto soccorso registra circa 45.000 accessi l’anno, pari a una media di 123 accessi al giorno, ma può contare su 27 infermieri, 12 operatori socio sanitari e 20 medici.
In base agli standard nazionali di medicina d’urgenza, per un presidio con questo volume di attività servirebbero circa 45 infermieri, 18 Oss e 20 medici: un gap significativo che, per il NurSind, fotografa una carenza strutturale di personale, soprattutto infermieristico.
Tra scadenze e rischio implosione
A tutto questo si aggiunge il nodo dei contratti in scadenza: dal 10 aprile dieci infermieri del Pronto soccorso e tre Oss vedranno terminare il proprio incarico, senza che oggi vi sia certezza sulla proroga.
In totale, una sessantina di operatori già prorogati nei mesi passati si trovano in una situazione di forte incertezza, distribuiti nelle varie unità operative carenti e spesso utilizzati per coprire ferie, malattie, maternità e altre assenze del personale di ruolo.
“Se queste proroghe non verranno confermate – avverte il sindacato – l’organico subirà una riduzione drastica, con inevitabili ripercussioni sui turni, sui tempi di attesa, sulla continuità assistenziale”.
Il rischio concreto, sottolineano gli infermieri, è quello di non riuscire più a garantire i Livelli essenziali di assistenza (Lea) previsti dalla normativa nazionale.

La richiesta di un tavolo
Durante il presidio, i rappresentanti del NurSind – guidati dal segretario territoriale Giuseppe Aracri, insieme al segretario amministrativo Nicodemo Capalbo e al segretario aziendale Francesco Greco – hanno ribadito la richiesta di aprire rapidamente un tavolo istituzionale in Prefettura, coinvolgendo Asp e istituzioni locali.
Obiettivo: individuare soluzioni in grado di garantire la continuità dei servizi, a partire dalla proroga immediata dei contratti in scadenza, dalla programmazione delle assunzioni e dall’adeguamento degli organici del Pronto soccorso e dei reparti più in sofferenza.
Nuove forme di mobilitazione
In assenza di risposte concrete, la sigla sindacale ha già annunciato che lo stato di agitazione potrà sfociare in ulteriori iniziative di mobilitazione, fino alla proclamazione di una o più giornate di sciopero del personale del comparto sanità.
Una prospettiva che il NurSind dice di voler evitare, ma che considera inevitabile se non arriveranno segnali chiari di inversione di rotta sulla sanità pubblica crotonese.




























