Omicidio Cordì, confermato l’ergastolo per l’ex compagna Susanna Brescia

in Cronacaprovincia di Reggio Calabria
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La Cassazione ha reso definitiva la condanna all’ergastolo per Susanna Brescia, accusata dell’omicidio del compagno Vincenzo Cordì, 42 anni, trovato carbonizzato all’interno della sua auto il 13 novembre 2019, a San Giovanni di Gerace, in provincia di Reggio Calabria. La sentenza riguarda anche il tentato omicidio del 2016, sempre ai danni di Cordì.

Le altre posizioni

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’assassinio è stato commesso da Brescia con la complicità dell’amante, Giuseppe Menniti, e del figlio Francesco Sfara. La Corte ha annullato in parte la condanna per i complici, rimandando a un nuovo processo per valutare l’aggravante della premeditazione.

L’assassinio del 2019

Vincenzo Cordì è stato ucciso la notte dell’11 novembre 2019, dopo essere stato picchiato e dato alle fiamme ancora vivo all’interno della sua auto. La compagna aveva inizialmente denunciato la sua scomparsa, ma gli investigatori esclusero l’ipotesi di suicidio.

Il movente dell’omicidio sarebbe legato alla crisi della loro relazione e ai rapporti difficili tra i due. Inoltre, la donna avrebbe intrapreso una relazione extraconiugale con Menniti, che, insieme a Sfara, avrebbe contribuito a realizzare il delitto.

Tra video ed impronte

Le indagini, condotte dai carabinieri, sono state supportate dalle telecamere di videosorveglianza e dalle prove scientifiche, come le impronte digitali di Susanna Brescia su un accendino trovato vicino alla scena del crimine.  Numerosi messaggi e chiamate tra gli indagati avrebbero poi confermato il loro coinvolgimento.

La sentenza della Cortre di Cassazione chiude così un caso che ha scosso l’opinione pubblica, confermando la responsabilità della donna per l’omicidio e per il tentato omicidio del 2016.

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