Omicidio Giuseppe Gaetani, svolta nelle indagini: tre arresti

in Cronacaprovincia di Cosenza
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Tre persone sono state raggiute stamani da altrettanti ordini di arresto, emessi dal Gip presso il Tribunale di Catanzaro su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia locale, con le accuse di omicidio premeditato e detenzione e porto abusivo di armi da guerra e comuni da sparo, reati aggravati dalla finalità di agevolazione mafiosa. Gli indagati sono attualmente reclusi, per altre cause, nelle carceri di Cuneo, Novara e Lanciano.

Le dichiarazioni dei collaboratori

Il provvedimento scaturisce dalle investigazioni volte a riscontrare le dichiarazioni fornite da due collaboratori di giustizia in merito all’omicidio di Giuseppe Gaetani, 50enne ammazzato a Cassano allo Jonio, nel cosentino, la sera del 2 dicembre 2020 (QUI).

Dichiarazioni che avrebbero infatti permesso di ricostruire la dinamica dell’agguato: Gaetani, mentre era sulla sua vettura e in prossimità di casa, venne colpito allora da diversi colpi di pistola esplosi da un commando giunto a bordo di un veicolo furgonato.

Gli inquirenti, basandosi anche sulla lettura sistemica di precedenti filoni investigativi, ritengono di aver ricostruito i ruoli degli indagati.

La strategia criminale a Sibari

Si tratta in particolare dei due presunti mandanti del delitto, Pasquale Forastefano e Nicola Abbruzzese (detto “Semiasse”), entrambe ritenuti i reggenti delle rispettive omonime cosche; e di quello che è considerato invece il partecipe all’omicidio, Domenico Massa, ritenuto invece intraneo ai Forastefano.

L’ipotesi è che due di loro siano stati coinvolti nella definizione dell’omicidio, mentre l’altro abbia fornito il sostegno logistico prima e dopo il fatto di sangue, mentre uno dei due collaboratori è ritenuto l’autore materiale dell’omicidio, in concorso con altri soggetti al momento ancora sconosciuti.

L’omicidio di Gaetani troverebbe la sua motivazione nella più ampia strategia criminale finalizzata ad assicurare l’egemonia, in tutta la piana di Sibari, delle cosche di ‘ndrangheta degli Abbruzzese e dei Forastefano.

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