Operazione Millenium, domiciliari con braccialetto per Francesco Paolo Alvaro

in Cronacaprovincia di Reggio Calabria
00:00 00:00

Il Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Reggio Calabria ha disposto la sostituzione della misura cautelare in carcere con gli arresti domiciliari e con l’applicazione del braccialetto elettronico, per Francesco Paolo Alvaro, 32enne originario di Sinopoli. Il giovane, finora incensurato, era recluso da oltre un anno nel carcere di Vicenza ed è coinvolto nel procedimento giudiziario scaturito dalla nota operazione Millenium.

Le accuse contestate

L’imputato deve rispondere dell’ipotesi di reato di tentata estorsione in concorso, aggravata dall’aver agito con metodo mafioso, per vicende che risalgono al dicembre 2021. L’intero procedimento si sta attualmente svolgendo con la formula del rito abbreviato.

L’ordinanza del Gip ha accolto pienamente le tesi e le istanze avanzate dai legali di fiducia del 32nne, gli avvocati Antonino Curatola e Davide Vigna, superando l’opposizione e il parere contrario formulato dalla Procura Distrettuale.

Droga, estorsioni (e politica): il “mandamento” reggino sotto scacco dei clan “associati”

Le motivazioni del Gip

Alla base del provvedimento vi è la constatazione che le esigenze di tutela della prova sono venute meno, poiché il quadro probatorio si è consolidato con l’avanzare del processo. Inoltre, il giudice ha valutato come fortemente ridimensionato il pericolo di reiterazione del reato.

A pesare in modo determinante sono stati il tempo trascorso dai fatti, la loro episodicità e la condotta specchiata mantenuta dall’imputato nell’ultimo periodo, unitamente alla totale assenza di precedenti penali a suo carico.

La posizione dei legali

Il provvedimento richiama la giurisprudenza della Corte di Cassazione, che stabilisce che il tempo trascorso senza condotte pericolose debba essere valutato concretamente.

«La decisione riconosce che la custodia in carcere non può essere un automatismo nemmeno quando la contestazione è aggravata dal metodo mafioso, e che il tempo trascorso dai fatti, se non accompagnato da alcun elemento di perdurante pericolosità, va valutato dal giudice in concreto. Confidiamo ora nell’esito del giudizio di merito», hanno commentato gli avvocati Curatola e Vigna.

CN24TV
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.