È stato estradato dalla Spagna ed è ora in Italia uno degli indagati colpiti da una misura cautelare nell’ambito della maxi-operazione “Millennium” (QUI): accusato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti aggravata è ritenuto parte integrante di un presunto sistema criminale smantellato dalla Dda reggina, e si trovava all’estero al momento dell’esecuzione delle ordinanze.
Il blitz del maggio scorso
Il blitz, condotto dai carabinieri del capoluogo dello Stretto, scattò all’alba del 21 maggio scorso in diverse province italiane (QUI): non solo a Reggio Calabria ma anche a Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia, così come a Milano, Roma, Bologna, Torino, Nuoro, Agrigento e Verona.
L’indagine durata 7 anni
L’indagine è partita però ben sette anni prima, nel 2018: seguendo cinque distinti filoni investigativi ha poi portato all’arresto di 97 persone, 81 in carcere e 16 ai domiciliari, e al sequestro preventivo di due società ritenute strumentali alle attività illecite.
Coinvolti i vertici di alcune tra le principali cosche della provincia reggina, attive nei tre mandamenti – tirrenico, jonico e centro – (QUI) accusati di reati gravissimi: associazione mafiosa, traffico internazionale di droga, estorsione, sequestro di persona, scambio elettorale politico-mafioso e detenzione di armi.
Il supporto dell’Ican
Fondamentale per la cattura del latitante, oggi, estradato, è stato il tempestivo intervento dell’Unità I-CAN (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta) dello Scip della Polizia Criminale.
Sulla base delle informazioni fornite dal Nucleo Investigativo dell’Arma della città stretto, l’I-CAN ha immediatamente avviato le interlocuzioni con le autorità internazionali ed una volta localizzato l’uomo, sempre in stretta intesa con i militari italiani, è stata richiesta la collaborazione all’Udyco (la Unidad de Droga y Crimen Organizado) Central della Policía Nacional spagnola, che ha permesso di arrestarlo.





























