Un sistema collaudato volto ad aggirare le leggi sull’immigrazione attraverso la produzione di documenti falsi. Al centro una rete di italiani e stranieri che, in cambio di denaro, avrebbero fornito dichiarazioni di ospitalità fasulle per consentire ad extracomunitari di ottenere o rinnovare i permessi di soggiorno.
La merce di scambio
È questo, in sintesi, il succo dell’inchiesta Welcome con cui la Procura di Crotone ritiene di aver portato alla luce un meccanismo ben oliato per raggirare le norme sull’immigrazione.
Il Pubblico ministero ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a 92 persone, delineando un quadro dove l’accoglienza sarebbe divenuta una vera e propria merce di scambio.
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Gli ospiti “fantasma”
In prativa, e secondo gli inquirenti, i coinvolti avrebbero fatto rete, collaborando tra loro per fornire le attestazioni fittizie. Le indagini coprono fatti avvenuti tra il 2024 e il 2025, concentrandosi in particolare nell’area della popolosa cittadina di Isola Capo Rizzuto.
In questo contesto, si ipotizza che diversi residenti si sarebbero prestati a dichiarare il falso, sostenendo di accogliere stranieri che in realtà non avrebbero mai messo piede in casa loro. Molti di loro sono risultati trovarsi in altre regioni italiane e, in alcuni casi, anche all’estero.
Tra l’altro, alcune di queste abitazioni, ispezionate dagli agenti della polizia, sarebbero risultate in buona parte inesistenti e strutturalmente inidonee a farci vivere qualcuno.
I documenti farlocchi
La tesi è che gli indagati, agendo con dolo, abbiano fornito alla Questura pitagorica documentazione non veritiera per indurre in errore i funzionari dell’Ufficio immigrazione.
In questo modo sarebbero riusciti a incardinare le proprie pratiche di protezione internazionale presso un ufficio noto per la rapidità dei tempi di lavorazione.
Venivano così compilati i “modello C3”, atti pubblici che risultavano falsati nelle informazioni sul domicilio e, talvolta, sugli itinerari di viaggio percorsi dai richiedenti per giungere in Italia.

I reati contestati
Gli inquirenti spiegano che il profilo dei presunti delitti commessi sarebbe duplice e rifletterebbe una sistematica violazione delle procedure amministrative.
Da un lato vi è il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, inteso come l’agevolazione della permanenza illegale di chi non ha titolo per restare, con lo scopo di trarne un “ingiusto profitto”.
Dall’altro, emergerebbe il reato di falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico e l’induzione in errore del pubblico ufficiale.
Il mercato nero
Ogni pratica, difatti, avrebbe avuto un suo costo e un suo referente. Ad esempio, una delle coinvolte è indagata per aver ricevuto 150 euro in cambio di una falsa ospitalità a favore di un egiziano. Cifre ben più alte, come i mille euro, sarebbero stati versati da un altro straniero, il che dimostrerebbe un vero mercato nero dei documenti.
La Procura, dunque, non avrebbe dubbi: non si tratterebbe di gesti di solidarietà, ma di operazioni mirate ad un profitto economico. La struttura vedeva difatti la partecipazione di figure locali, che avrebbero firmato le attestazioni compiacenti senza alcuna remora.
Ad altre si contesta invece di aver sottoscritto documenti relativi a periodi compresi tra il 2024 e il 2025, spesso per favorire il rilascio di titoli di soggiorno a chi non ne avrebbe avuto diritto.

Il radicamento territoriale
Le indagini mostrerebbero come questo sistema permettesse ai migranti di bypassare i controlli di sicurezza e di simulare un radicamento territoriale inesistente.
Il profilo criminale che ne emergerebbe è quello di una criminalità diffusa che sfrutterebbe le falle del sistema burocratico per generare facili guadagni sulla pelle di chi cerca una regolarizzazione.
Ad alcuni indagati viene contestato anche il tentativo di reato, per gli investigatori un indizio che la rete avrebbe cercato di espandersi anche verso altre province, come quella di Cosenza.
L’operazione avrebbe così messo un freno a una fabbrica di falsi che inquinava la corretta gestione dei flussi migratori nella provincia crotonese.
Nei confronti di alcuni degli indagati, il Questore ha emesso sedici avvisi orali, la cui istruttoria è stata curata dalla Divisione Anticrimine. Inoltre, dall’inizio della indagine l’Ufficio immigrazione ha effettuato il rimpatrio di 24 extracomunitari ritenuti pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica.

I nomi degli indagati
Qui di seguito l’elenco delle 92 persone indagate: Kawaljit Singh, 27 anni; Surinder Singh, 23 anni; Vikram Singh, 26 anni; Francesca Fiorello, 41 anni; Giancarlo Zangari, 59 anni; Surjit Singh, 23 anni; Rajneesh Kumar, 40 anni; Filomena Rocca, 51 anni; Zaigham Zaigham, 23 anni; Parvaiz Parvaiz, 42 anni; Kamrul Hasan, 35 anni; Shahid Ilyas, 20 anni; Usama Saeed, 27 anni; Ullah Hafeez, 57 anni; Gurpreet Singh, 37 anni; Franca Pullano, 73 anni; Sazidur Rahman, 33 anni; Md Rokiful Islam, 22 anni;
Inoltre, Waleed Hassan, 23 anni; Nicola Loprete, 52 anni; Ajay Kumar, 24 anni; Md Nazmul Hossin, 30 anni; Shah Mizanur Rahman, 32 anni; Salvatore Loprete, 45 anni; Moshahid Miah, 39 anni; Arif Mia, 29 anni; Mudasar Munawar, 26 anni; Ornella Ruggiero, 40 anni; Israr Qasim, 26 anni; Luigi Mario Tallarico, 74 anni; Kumar Manish, 32 anni; Abu Saif Mollah, 36 anni; Jagjeet Singh, 27 anni; Maria Ranieri, 69 anni; Akhtar Rasool, 42 anni; Ayub Hossain, 37 anni; Rishi Pal Rishi Pal, 47 anni; Francesco Tallarico, 46 anni; Tunzil Ur Rehman, 43 anni; Azharul Islam, 31 anni; Zeeshan Ali, 22 anni; Masood Raza, 41 anni; Asadur Rahman Albir, 23 anni; Sher Ali’, 21 anni;
Ed ancora: Aminul Islam, 38 anni; Bipul Mamunur Rahman, 31 anni; Hamidul Islam, 31 anni; Giuseppe Maduri, 29 anni; Piran Ditta, 28 anni; Toffik Aalam, 25 anni; Luigi Serio, 42 anni; Sagor Sayal, 42 anni; Maruf Munshi, 21 anni; Symon Md, 25 anni; Jahid Hasan, 27 anni; Concettina Rocca, 48 anni; Zakir Hossain, 44 anni; Antonio Bruno, 67 anni; Narender Kumar, 42 anni; Imran Faisal, 22 anni; Domenico Cosentino, 66 anni; Foysol Miah, 38 anni; Mohammad Badul Ahmed, 32 anni; Md Mahabub Khalasi, 31 anni; Ibrahim Hossain, 40 anni; Antonio Cosentino, 40 anni; Milon Md Shohag, 39 anni; Manab Mondal, 33 anni; Bikash Roy, 33 anni; Dipak Mallick, 42 anni;
Infine, Omar Faruk, 25 anni; Jahirul Islam, 32 anni; Md Hossain, 37 anni; Giuseppe Vittimberga Ferraro, 52 anni; Dharminder Gupta, 33 anni; Simranjit Sing Sandhar, 28 anni; Serafino Marchio, 54 anni; Mdmijanor Rahma, 28 anni; Shah Paran Hossain, 28 anni; Patrizia Demeco, 44 anni; Arshdeep Singh, 21 anni; Muhammad Kamran Azam, 34 anni; Lakhwinder Singh, 40 anni; Giulio Morrone, 42 anni; Aniket Aniket, 26 anni; Ajay Kumar, 25 anni; Luigi Morrone, 48 anni; Amarpreet Amarpreet, 25 anni; Ankit Sharma, 30 anni; Domenico Gerace, 71 anni; Abanoub Jamil Shehata, 22 anni; Maria Antonietta Gerace, 46 anni.



























